Lavoro: al nord gli stipendi più alti, il sud arranca. In Campania la prima è Caserta

L’osservatorio statistico dei consulenti del lavoro: la retribuzione media in Italia è i 1.315 euro, Bolzano (1.476) la provincia con il salario più elevato, Ascoli (925) fanalino di coda. A Napoli (1.227) lavora soltanto una donna su quattro

Salari: al nord quelli più alti, il sud fanalino di coda. In un paese con la retribuzione media di 1.315 euro, con 1.476 euro mensili è Bolzano la provincia che, oltre ad avere il tasso di disoccupazione più basso, detiene il primato degli stipendi medi più alti fra gli occupati alle dipendenze. Seguono Varese (1.471), Monza e Brianza (1.456), Como (1.449), Verbano Cusio Ossola (1.434), Bologna (1.424) e Lodi (1.423). In Campania, gli stipendi più alti a Caserta (70esima) con 1.246, seguita da Napoli (80esima) con 1.227, Salerno (81esima) con 1.222, Avellino (93esima) con 1.166 e Benevento (99esima) con 1.136. I dati del 2016 sono dell’osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, all’interno della seconda edizione del rapporto “Le dinamiche del mercato del lavoro nelle province italiane”, presentato oggi a Napoli durante la giornata di chiusura del 9° congresso nazionale di categoria. La prima provincia del Mezzogiorno con la retribuzione media più elevata è solo al 55° posto della classifica dove si colloca L’Aquila con 1.282 euro. Quella, invece, con gli stipendi più bassi è Ascoli Piceno: 925 euro. Quanto allo squilibrio tra tasso d’occupazione maschile e femminile, quest’ultimo, è strettamente correlato allo sbilanciamento nella suddivisione del carico familiare tra donne e uomini. Nonostante la differenziata presenza sul territorio nazionale di strutture dedite ai servizi per l’infanzia, spesso non è conveniente per le mamme lavorare, perché il costo dei servizi sostitutivi per la cura dei bambini e per il lavoro domestico è decisamente elevato.

 

Il tasso d’occupazione femminile più alto si osserva nella provincia di Bologna dove due terzi delle donne sono occupate (66,5%), mentre quello più basso si registra a Barletta-Andria-Trani dove lavorano meno di un quarto delle donne (24,1%).  Tassi d’occupazione femminile superiori al 63% si registrano anche in altre 3 province tra le quali Bolzano (66,4%), Arezzo (64,4%) e Forlì-Cesena (63,3%), mentre solo un quarto della popolazione femminile lavora a Napoli (25,5%), Foggia (25,6%) ed Agrigento (25,9%). Sono dati che però non tengono conto del lavoro sommerso. Il tasso di occupazione maschile è, ovviamente, più elevato: la provincia di Bolzano si colloca al vertice della classifica con più di tre quarti degli uomini occupati (78,9%), mentre a Reggio Calabria lavora meno della metà della popolazione maschile (44,5%), seguita da Vibo Valentia (48,1%), Palermo (48,8%) e Caserta (49,9%).

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