Trattativa governo, irrompe Di Battista: “I 20 punti del M5S? Promesse tradite dal Pd”

L’ex deputato: “Il Partito Democratico non parli di ultimatum di Di Maio, perché nel programma del movimento, ci sono quelle riforme che ha promesso per 20 anni senza mai realizzarle, preferendo cedere agli ultimatum (quelli veri) di Berlusconi”

Nella complicata trattativa per il governo giallorosa, irrompe Alessandro Di Battista. E lo fa per picconare il Pd. “Ieri alcuni esponenti del Partito Democratico – scrive sui social l’ex deputato grillino – hanno parlato di “ultimatum” del Movimento 5 Stelle. È davvero paradossale il fatto che quelli del PD considerino “ultimatum” idee e soluzioni sacrosante per il benessere collettivo. Oltretutto nei 20 punti presentati ieri ci sono quelle riforme che il PD e i suoi derivati hanno promesso per 20 anni senza mai realizzarle preferendo cedere agli ultimatum (quelli veri) di Berlusconi”.

Di Battista inizia così una lunga dissertazione, sugli inciuci e le promesse tradite dal Pd, nell’arco di 25 anni. “Parlerò poco in questi giorni ma – afferma – una cosa la voglio dire. Il PD si dovrebbe preoccupare degli “ultimatum” che gli hanno dato ripetutamente milioni di elettori o ex-elettori. Sono loro ad avergli detto: “o fate una legge sul conflitto di interessi o andate a casa”. Sono loro che hanno votato Sì al referendum sull’acqua pubblica e ancora aspettato che venga rispettato. Sono loro che oggi chiedono a gran voce la revoca delle concessioni autostradali ai Benetton. Il Movimento gli ha messo su un piatto d’argento soluzioni e proposte e loro si lamentano pure?”. E quindi, Dibba parla di Di Maio, oggi attaccato dal vasto fronte dem – e media collegati – per i 20 punti ritenuti irrinunciabili dal M5S.

“Ieri Luigi ha parlato – sostiene – come ha il dovere di parlare il Capo politico del Movimento. Ha parlato come avrei parlato io e migliaia di attivisti. Ha parlato a nome di un Movimento che un anno e mezzo fa ha vinto le elezioni proprio perché ha proposto gli stessi temi di ieri. Ripeto, il Movimento ha un enorme potere contrattuale e questo rappresenta un’occasione per portare a casa risultati attesi dai cittadini italiani da 20 anni”. Di Battista sceglie la linea oltranzista, e avverte: “Se poi gli esponenti del PD dovessero far saltare tutto perché non vogliono fermare inceneritori e trivellazioni, non intendono colpire i conflitti di interessi che generano accentramento di potere, non pensano di salvaguardare l’acqua pubblica o di redimersi dopo anni di regalie fatte proprio da loro ai Benetton beh, lo spiegheranno ai loro elettori e lì, forse, capiranno il significato della parola “ultimatum””.

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