L’ex sindaco ha gettato le basi della rinascita del quartiere, tra innovazione sociale e interventi urbanistici
Oggi a Scampia si è chiuso un capitolo importante della sua storia urbana: la demolizione della Vela Rossa, l’ultima delle tre grandi torri simbolo di degrado e abbandono. Il progetto di riqualificazione, dal valore di 159 milioni di euro, prevede la costruzione di 433 nuovi alloggi al posto delle tre Vele abbattute, mentre la Vela Celeste – teatro della tragedia del luglio 2024, quando un crollo provocò tre morti – sarà trasformata in un polo per aziende e studenti.
Mezz’ora prima della demolizione, il comitato “Vele” è arrivato sul cantiere per srotolare uno striscione dal quarto piano con la scritta: “Ha vinto la lotta”. Il momento è stato immortalato dalla vicesindaca e assessore all’Urbanistica Laura Lieto. Alla cerimonia erano presenti anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il prefetto Michele di Bari e il presidente della Regione Roberto Fico.
Dietro gli applausi e le dichiarazioni di circostanza, tuttavia, si nasconde spesso un’ingiustizia storica: chi ha davvero piantato i semi della rigenerazione di Scampia? È innegabile che il progetto “ReStart Scampia” abbia beneficiato di fondi europei e nazionali e della collaborazione istituzionale, ma non si può ignorare chi, prima dell’attuale amministrazione, ha avviato un percorso di rinnovamento concreto e partecipato.
Luigi de Magistris, durante il suo mandato da sindaco, ha avviato una vera e propria rivoluzione sociale e urbana nel quartiere: ha ascoltato i cittadini, coinvolto le associazioni locali e mobilitato le energie del territorio in un processo di rigenerazione capace di incidere sulla vita quotidiana della comunità. Le iniziative lanciate sotto la sua guida non si sono limitate a interventi edilizi, ma hanno promosso progetti culturali, educativi e di inclusione sociale, restituendo a Scampia una prospettiva di futuro.
Oggi, mentre alcuni esponenti politici celebrano la demolizione della Vela Rossa come traguardo dell’amministrazione attuale, è giusto ricordare che ciò che vediamo oggi è il frutto di anni di lavoro condiviso con i cittadini, di visione e di coraggio politico. Il silenzio di alcuni consiglieri ed ex assessori comunali che all’epoca sostenevano de Magistris presenti alle celebrazioni, appare non solo ipocrita, ma anche ingeneroso nei confronti della comunità e della storia recente di Scampia.
La Vela Rossa può cadere, ma le basi di una Scampia rigenerata sono state gettate tempo fa, da chi ha avuto il merito di credere nel quartiere quando era ancora difficile immaginare il cambiamento. E su queste fondamenta la città continua a costruire il suo futuro.
Ciro Crescentini

