Il conducente aggredito dopo aver chiesto di spostare un camion che bloccava il passaggio dell’autobus. Il sindacato torna a chiedere interventi urgenti ad ANM e Prefettura.
Ancora un’aggressione ai danni di un lavoratore dell’ANM, l’azienda di trasporto pubblico del Comune di Napoli, e torna con forza al centro del dibattito la questione della sicurezza del personale. A denunciare l’ennesimo episodio è l’Unione Sindacale di Base, che parla di una situazione ormai «intollerabile» e chiede ad ANM e alla Prefettura di Napoli interventi immediati.
Secondo quanto riferito dal sindacato, l’autista stava svolgendo regolarmente il proprio servizio quando si è trovato davanti un camion adibito al trasporto di frutta che impediva il passaggio dell’autobus. Dopo aver chiesto con cortesia di spostare il mezzo, il conducente sarebbe stato aggredito da due persone. Le conseguenze dell’aggressione lo hanno costretto a interrompere il servizio e a recarsi in ospedale per essere sottoposto alle cure e agli accertamenti del caso.
«Al lavoratore esprimiamo piena solidarietà e vicinanza, augurandogli una pronta guarigione», sottolineano Marco Sansone e Adolfo Vallini, dell’Esecutivo regionale e provinciale di USB Lavoro Privato Campania. Per i rappresentanti sindacali, tuttavia, «non siamo di fronte a un episodio isolato, ma all’ennesimo atto di violenza contro chi ogni giorno garantisce un servizio pubblico essenziale».
USB ricorda di aver segnalato da tempo le criticità legate alla sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico. In particolare, con una nota del 29 gennaio 2026, il sindacato aveva chiesto ad ANM una serie di interventi: la piena efficienza dei sistemi di telecontrollo, il ripristino del pedale di emergenza e dell’ascolto silente, la geolocalizzazione dei mezzi con collegamento diretto alle Forze dell’Ordine, l’utilizzo di bodycam e l’apertura di un tavolo permanente con organizzazioni sindacali e RLS.
«Sono richieste precise e formalizzate – evidenziano Sansone e Vallini – che continuano a essere ignorate o rinviate, mentre conducenti, personale di stazione e lavoratori del trasporto pubblico restano quotidianamente esposti ad aggressioni, minacce e atti vandalici».
Nel mirino del sindacato c’è anche la Prefettura di Napoli. USB denuncia infatti la mancata convocazione del tavolo necessario a finalizzare il Protocollo per la sicurezza nel Trasporto Pubblico Locale, ritenuto uno strumento indispensabile per affrontare in maniera strutturale il problema.
«Dopo ogni aggressione arrivano solidarietà e dichiarazioni di circostanza. Servono, invece, responsabilità, tempi certi e misure immediatamente operative», affermano i due rappresentanti USB.
Il sindacato chiede quindi ad ANM e alla Prefettura di rompere il silenzio e di convocare con urgenza un confronto. «La sicurezza – concludono Sansone e Vallini – non può essere affrontata soltanto dopo che un lavoratore è stato aggredito e mandato in ospedale. Basta parole. Chi lavora nel trasporto pubblico ha diritto di tornare a casa incolume».
Ciro Crescentini

