La replica della storica associazione dopo il tavolo tecnico del Comune: “La difformità risale al 2008 ed è in un’area abbandonata”
Il Comune di Napoli accelera sul percorso di regolarizzazione dei canili di Agnano e Ponticelli, aprendo ufficialmente una fase di confronto diretto con le associazioni che gestiscono le strutture. È quanto emerso dal recente tavolo tecnico riunito a Palazzo San Giacomo presso l’assessorato al Bilancio e al Patrimonio, alla presenza dell’assessore Pierpaolo Baretta, della presidente della commissione Salute e Verde Fiorella Saggese e dei dirigenti delle aree Patrimonio e Ambiente-Tutela animali. L’Amministrazione ha concordato sulla necessità di convocare a breve incontri mirati per condividere l’iter di regolarizzazione.
Il nodo di Agnano: l’etichetta dell’abusivismo e la verità sui locali abbandonati
A fare chiarezza sulla vicenda è Dea Buonocore, esponente dell’Associazione per la Difesa degli Animali e la Valorizzazione del Mastino Napoletano, che gestisce lo storico canile di via Eduardo Scarfoglio. Sulla scottante parola “abusivismo”, che spesso torna al centro della narrazione pubblica e distorce la realtà dei fatti, Buonocore non usa giri di parole: “Purtroppo si fa molta confusione tra abusi effettivi e semplici difformità. Nell’area adiacente al canile, nel 2008, fu rilevata una difformità strutturale fatta di lamiere, alluminio e vetro. Non è stata costruita da noi, ma in qualità di presidente ne sono stata ritenuta amministrativamente responsabile. Con il passare degli anni quell’area, non essendo mai stata utilizzata dalla nostra associazione, è andata incontro a un totale abbandono. Nelle misurazioni successive e nell’ultima SCIA presentata all’Asl nel 2020, la superficie attiva del canile risulta ridotta proprio perché quella zona degradata è stata esclusa. Continuare ad additare la nostra gestione con l’accusa di abusivismo edilizio attivo è totalmente infondato, e possiedo tutte le carte per dimostrarlo nero su bianco”.
Richieste dell’amministrazione e contenziosi economici: serve un confronto reale
Oltre alla questione urbanistica, il dialogo con l’amministrazione si scontra con richieste operative ritenute faticose e sproporzionate, come l’obbligo imposto ai gestori di disboscare l’intera area alla ricerca di ulteriori abusi inesistenti. “Se abbiamo due licenze edilizie regolari e un’unica vecchia difformità confinata in un settore inaccessibile e abbandonato, perché complicare una situazione che andrebbe semplicemente risolta?”, incalza Buonocore.
Sul fronte economico e dei canoni di locazione, la situazione appare altrettanto intricata. L’associazione lamenta la mancata presa in carico delle comunicazioni ufficiali inviate al Comune negli anni passati: documenti protocollati e mai riscontrati, nonostante i fitti siano stati regolarmente versati fino al 2015 anche per porzioni di terreno impervie, boschive e non sfruttabili.
La richiesta chiave: parità di trattamento e comodato d’uso per le onlus
In vista dei prossimi incontri a Palazzo San Giacomo, la priorità assoluta per le associazioni è una sola: la parità di trattamento. Agnano e Ponticelli rappresentano due realtà identiche, longeve e radicate sul territorio cittadino, e meritano dunque lo stesso identico percorso istituzionale.
La soluzione definitiva, secondo i gestori, esiste già ed è tracciata nei documenti amministrativi del passato: il ricorso al comodato d’uso gratuito per le associazioni no-profit e Onlus, formula già prevista da una delibera comunale del 2015. L’auspicio finale è che i tavoli tecnici vengano affrontati congiuntamente per garantire uniformità d’azione, superando i malintesi e restituendo serenità a chi, ogni giorno, si prende cura del benessere degli animali in città.
Ciro Crescentini

