Referendum, Renzi dilaga in tv: esposto del No all’Agcom

Il comitato che si oppone alla riforma costituzionale: “Presenza abnorme con percentuali decisamente superiori a tutti gli altri soggetti politici, sia quando parla di referendum che quando compare in veste istituzionale”

La presenza “abnorme” del premier continua tuttora “con percentuali decisamente superiori a tutti gli altri soggetti politici, sia quando parla di referendum che quando compare in veste istituzionale”. Il Comitato per il No ha inviato all’Agcom un esposto per denunciare “la vistosa violazione delle leggi” sulla par condicio durante le campagne elettorali e chiedere “all’Autorità di voler intervenire prontamente ed incisivamente” per impedire che queste violazioni continuino “ulteriormente con pregiudizio palese del diritto dei cittadini ad un’informazione imparziale durante la fase finale della campagna elettorale”. L’esposto, firmato da Alessandro Pace, Alfiero Grandi, Vincenzo Vita e Roberto Zaccaria, è corredato da schede e tabelle (elaborate da Mediamonitor Politica del Dipartimento CoRis dell’Università La Sapienza su dati Geca e della stessa Agcom) a conferma della “vistosa sovraesposizione, “sia sul piano qualitativo che sul piano quantitativo”, di Renzi e di esponenti del governo nell’informazione diffusa dalla concessionaria pubblica”, con particolare riguardo ai principali Tg (Tg1, Tg2, Tg3, RaiNews). Si tratta di dati sulla base dei quali l’Autorità, viene ricordato, ha già richiamato la Rai “alla corretta applicazione dei principi a tutela del pluralismo e della parità di trattamento nei telegiornali”. Richiami che però non sembrano aver sortito effetti, se è vero che “questa presenza abnorme del Governo è continuata anche nel successivo periodo di rilevazione”, quando “con riferimento alle edizioni principali dei TG Rai il tempo di antenna del Presidente del Consiglio e del Governo in totale è superiore al 42 per cento”. “Considerato – conclude l’esposto – che il Presidente del Consiglio si presenta per opinione pacifica e per la conduzione dell’intera campagna elettorale come il principale testimonial del Sì, è facile comprendere come questa presenza del tutto al di fuori delle regole finisca per violare palesemente ogni regola e principio in tema di par condicio”.

(Foto Francesco Bassini)

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