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Napoli, la mamma di un disabile: “Presa per i fondelli dall’assessora Roberta Gaeta”

Redazione by Redazione
19 Luglio 2018
in Attualità, In Primo Piano
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Riceviamo e pubblichiamo una nota inviataci da Rossella Capobianco, mamma di un ragazzo disabile di Napoli. 

In risposta a quanto asserito dall’Assessore al Welfare del comune di Napoli, Roberta Gaeta in un post pubblicato sulla sua pagina in cui sono stata taggata, in merito al mio atteggiamento definito “muro” contro la loro disponibilità, riporto la mia versione dettagliata dei fatti.

Il 2 luglio, denunciavo la grave disattenzione e la sciagurata superficialità dell’Assessorato al Welfare del Comune di Napoli, sulla questione vergognosa del campo estivo dell’Istituto Martuscelli.
Dato il clamore della notizia, grazie alle numerose condivisioni e all’interessamento di alcune persone interne a Palazzo San Giacomo, fui contattata dal Commissario del Martuscelli, Andrea Torino, dalla Segreteria dell’Assessorato e dal Garante per la tutela delle persone disabili della Regione Campania, Giuseppe Bove. Insomma, le massime autorità politiche ed istituzionali della città, in merito alla mancata erogazione di un servizio essenziale per il benessere di mio figlio.

Il Commissario Torino, nel corso di una lunga telefonata, mi informò della non responsabilità dell’Istituto Martuscelli sulla non inclusione di mio figlio al campo estivo, visto che la gestione e l’organizzazione del progetto era interamente a carico dell’Associazione che aveva partecipato e vinto il bando. In sintesi, mi fu data la stessa giustificazione alla Ponzio Pilato che l’Assessore Gaeta si precipitò a mettere per iscritto in un post pubblicato su Facebook, in cui fui taggata ed invitata ufficialmente a chiarire di persona la situazione. Per la cronaca, riporto le parole dell’Assessore: “CAMPI ESTIVI AL MARTUSCELLI: FACCIAMO CHIAREZZA!

L’Assessorato al Welfare del Comune di Napoli ha sottoscritto, in data 19 aprile 2018, un protocollo d’intesa con l’Istituto Domenico Martuscelli con lo scopo di partecipare al processo di rilancio delle attività statutarie dell’Ente, con l’avvio di progetti specifici in ambito sociale e di promozione della cittadinanza attiva.
E’ stata individuata come prima azione un progetto di valorizzazione del parco esterno, da dedicare appunto ad attività estive, attraverso la messa a bando gratuita degli spazi per la realizzazione di attività sociali svolti da enti, associazioni e cooperative del terzo settore. La gestione delle attività, ivi comprese modalità di iscrizione e di ammissione, è da imputarsi unicamente agli enti selezionati dall’avviso pubblico.
La sinergia messa in campo con l’Istituto Domenico Martuscelli, infatti, è volta alla costruzione e al rilancio di un sistema di welfare cittadino sempre più efficace e adeguato ai bisogni espressi dalle persone.
Dispiace apprendere quanto accaduto nel caso della signora Rossella Capobianco​ e sono disponibile ad incontrarla quanto prima per fare chiarezza: l’ascolto del territorio e delle criticità dei cittadini è ciò che può darci la possibilità di fare di più e di farlo meglio”. “Fare di più e di farlo meglio”: le ultime parole famose!

Il giorno 5 luglio, fui convocata nell’ufficio dell’Assessore e, in quell’occasione, ebbi modo di mettere al corrente Roberta Gaeta ed il suo staff (che furono anche molto gentili con me e mio figlio), della vergognosa situazione in cui versano i disabili adolescenti a Napoli e di trovare assolutamente delle soluzioni, affinché mio figlio e tutti i ragazzi come lui non avessero più dovuto vedersi sbattere la porta in faccia, alla richiesta di usufruire di un qualunque servizio reso da privati, solo perché bisognosi di aiuto e di un operatore dedicato. Trovare delle soluzioni istituzionali, però, perché non è possibile che il Comune di Napoli si sia totalmente dimenticato di questi ragazzi e non offra loro alcuna possibilità di vivere una vita dignitosa e di frequentare luoghi di aggregazione come qualunque altro cittadino partenopeo adolescente!

Le mie  parole furono accolte con vivo interesse e mi fu anche promessa la risoluzione “tampone” per il mio povero figlio disabile che trascorre tutta l’estate a casa. Nello specifico, mi fu detto che l’Assessorato avrebbe contattato le scuole della mia Municipalità, per vedere di inserire Tommy in qualche progetto estivo e una settimana al soggiorno di Marechiaro, con la facoltà di andarlo a prendere il pomeriggio.

Attendo la lista delle scuole per vari giorni, finché vengo contattata per informarmi che nessuna scuola della III e IV Municipalità aderiva a progetti, ma solo scuole della VII. Accetto, nonostante la zona di Secondigliano sia piuttosto lontana da casa mia. Nel frattempo, attivo le mie conoscenze e vengo a sapere che una scuola della III Municipalità propone un bellissimo progetto, per cui varie classi vengono accompagnate a Posillipo, al mare, per un paio di settimane, dal 9 luglio. Riportai la notizia all’Assessorato, magari Tommy poteva essere inserito lì.

Fui ricontattata per informarmi che non era possibile, visto che mio figlio non era alunno di quella scuola, ma, notiziona, pare che l’Istituto Ristori, a cui mio figlio è iscritto per il prossimo anno scolastico, faccia un progetto bellissimo e Tommy potrebbe essere inserito. Vengo contattata ancora per informarmi che alla Ristori non è possibile, visto che Tommy è un nuovo iscritto, ma rimane ferma la possibilità delle scuole della VII e mi fu chiesto di scegliere fra due quale fosse quella che preferivo. Scelsi la scuola Parini.

Martedì 17 luglio, vengo contattata per l’ennesima volta – intanto mio figlio sta sempre a casa – e mi viene dato per certo che già dal giorno seguente, il 18 luglio, Tommy avrebbe partecipato al campo estivo della Parini, mancava solo la formalità di una firma della dirigente, che in quel giorno non era presente. Restiamo che alle ore 9 del 18 luglio, sarei stata contattata per avere la conferma della imminente partecipazione di mio figlio al suddetto campo estivo. Il 18 luglio alle ore 9 non arriva alcuna chiamata, allora chiamo io in Assessorato per 4/5 volte, fino a mezzogiorno, ma nessuno risponde. Finalmente, alle 14.47 arriva la telefonata e, come nulla fosse, mi viene detto che Tommy non potrà partecipare al campo estivo della Parini, poiché sprovvisto di assicurazione, non essendo allievo di quella scuola. Resto esterrefatta! Comunque, mi viene anche detto che, dopo vari interventi dell’Assessorato – per inciso, anche il Garante regionale, Giuseppe Bove, aveva sollecitato delucidazioni in merito – finalmente la responsabile del campo estivo del Martuscelli, all’origine di tutta questa triste e deprecabile storia, si era resa disponibile per accogliere mio figlio dalla settimana successiva, ovvero l’ultima di sette settimane di attività.

Mi sento letteralmente presa per il culo, lo comunico e comunico anche la risposta che avrei dato alla responsabile del campo estivo del Martuscelli, Elvira Sartori, che mi avrebbe contattato il 19 luglio.

Il 19 luglio mi arriva un messaggio su Whatsapp della sig.ra Elvira Sartori, che riporto testualmente:

“Gentile signora Capobranco, siamo lieti di comunicarle che nella settimana 23-27 luglio si è creata disponibilità per accogliere al campo estivo presso l’Istituto Martuscelli suo figlio Tommaso. Come già chiaritole per vie brevi, lo scopo principale della nostra Associazione “la città adattabile Napoli per l’Autismo” è favorire la piena integrazione sociale di bambini e ragazzi con disabilità all’Interno di gruppi di coetanei normotipici: è stato pertanto necessario, oltre che rispettare l’ordine di protocollazione delle richieste, attendere la formazione del gruppo prima di procedere all’inserimento del ragazzo.
La prego di comunicarmi entro breve la sua disponibilità”.

Segue la mia risposta: 

“Gentile signora Sartori, 
la ringrazio per avere offerto a mio figlio, dopo il clamore che ho suscitato, la possibilità di frequentare l’ultima di sette settimane di attività al campo estivo. Considerando il modo in cui è stato gestito ed ideato il progetto, a mio parere poco inclusivo e destinato solo a pochi eletti, la mia risposta è un secco: NO, grazie!
Io vado avanti per la mia strada e non mi accontento di elemosine riparatorie dell’ultimo minuto. Io e mio figlio abbiamo una dignità e non consento a nessuno di calpestarla!”.

Non espongo qui i miei pensieri più intimi, la rabbia, la delusione e il dolore che ho provato. Lascio a chi ha avuto la bontà di seguire la mia vicenda il compito di trarre le conclusioni.  Primo Levi scrisse: “Se questo è un uomo”, io potrei intitolare la storia che ho voluto rendere pubblica: ”Se questa è l’amministrazione che ci meritiamo…”.

                                                                                                Rossella Capobianco

Tags: assessore roberta gaetaluigi de magistrisrossella capobianco
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