Nel comunicato letto durante l’azione, il movimento denuncia la collaborazione tra la multinazionale francese e le aziende israeliane attive
nelle colonie illegali
Questa mattina, a Milano, quattro attivisti della campagna Il Giusto Prezzo promossa da Ultima Generazione hanno realizzato un’azione dimostrativa all’interno del supermercato Carrefour di Viale Monza 134. Dopo aver effettuato normalmente la spesa, hanno bloccato simbolicamente le casse e letto un messaggio pubblico, lanciando un appello al boicottaggio della grande distribuzione organizzata (GDO).
L’obiettivo della mobilitazione è raccogliere almeno 100 mila adesioni entro l’11 ottobre per lanciare un boicottaggio nazionale dei supermercati, con una pressione economica visibile e concreta, capace di incidere sulle politiche fiscali e commerciali del Paese.
“Carrefour complice del genocidio in Palestina”
Nel comunicato letto durante l’azione, il movimento denuncia la collaborazione tra Carrefour e aziende israeliane attive nelle colonie illegali, accusando la multinazionale francese di sostenere logisticamente l’esercito israeliano, anche attraverso la fornitura di razioni alimentari. “Carrefour non è neutrale. Boicottiamolo – afferma Ultima Generazione – perché la grande distribuzione che sostiene l’occupazione e il genocidio del popolo palestinese non può restare senza responsabilità.”
Secondo il movimento, la guerra in corso a Gaza e in Cisgiordania è una strategia sistematica di annientamento del popolo palestinese, portata avanti attraverso attacchi indiscriminati, colonizzazione, regime di apartheid, e l’uso della fame e dell’acqua come strumenti di guerra.
Azioni coordinate in tutta Italia
L’azione di Milano si inserisce in una serie di iniziative analoghe che hanno coinvolto in questi giorni diverse città italiane, tra cui Roma, Bologna, Torino, L’Aquila, Foligno e Sassari. Nella Capitale, quattro persone sono state respinte all’ingresso di un supermercato Esselunga, mentre in altre località la Digos è intervenuta con identificazioni e controlli. “È preoccupante – denuncia il movimento – che a fronte di proteste completamente pacifiche e nonviolente si risponda con una sorveglianza sproporzionata. Il nuovo Decreto Sicurezza sembra già in fase di applicazione preventiva contro la libertà di dissenso.”
Perché boicottare la GDO?
Ultima Generazione denuncia la GDO come un sistema che sfrutta lavoratori e piccoli produttori agricoli, genera disuguaglianza e arricchisce pochi colossi. Carrefour, in particolare, è indicata come esempio emblematico: non solo per i legami con aziende israeliane coinvolte nell’occupazione, ma anche per la dinamica di mercato che penalizza agricoltori e consumatori.
“Il settore chiude il 2024 con 113 miliardi di euro di fatturato e margini record – sottolinea il movimento – mentre milioni di famiglie e lavoratori subiscono gli effetti dell’inflazione e della crisi climatica.”
Le richieste della campagna
La campagna Il Giusto Prezzo chiede il taglio dell’IVA sui beni essenziali, finanziato con una tassa sugli extraprofitti delle grandi aziende che traggono vantaggio dalla crisi. Il boicottaggio è visto come uno strumento di pressione efficace, già usato con successo in altri Paesi: “In Croazia – ricorda Ultima Generazione – ha portato alla riduzione dei prezzi. Anche in Italia possiamo rompere il silenzio e il potere della GDO”
Il movimento invita a firmare l’impegno al boicottaggio in vista dell’autunno, sottolineando che la partecipazione collettiva può essere una forma accessibile, determinata e incisiva di disobbedienza civile.
“Non possiamo restare complici”
L’iniziativa si lega anche alla manifestazione nazionale per la Palestina prevista a Roma. “Non possiamo restare complici – conclude il comunicato – Davanti alla distruzione, alla speculazione e alla violenza sistemica, anche il carrello della spesa può diventare uno strumento di resistenza”
