L’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano condannato a 13 anni e 2 mesi di carcere. De Magistris: “Non sempre la giustizia coincide con la legalità”

 

Assieme a lui è stata condannata anche la compagna Lemlem Tesfahun a 4 anni e 10 mesi, a fronte della richiesta di 4 anni e 4 mesi della procura.

Il Tribunale di Locri ha inflitto una condanna a 13 anni e 2 mesi di carcere all’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano. Una condanna ben superiore ai 7 anni e 11 mesi chiesti dalla Procura. Lucano è accusato di presunti illeciti nella gestione del sistema di accoglienza dei migranti nel comune calabrese, diventato famoso in tutto il mondo proprio per le sue politiche sui migranti.

Assieme a lui è stata condannata anche la compagna Lemlem Tesfahun a 4 anni e 10 mesi, a fronte della richiesta di 4 anni e 4 mesi della procura.

Questa è una vicenda inaudita. Sarò macchiato per sempre per colpe che non ho commesso. Mi aspettavo un’assoluzione” ha detto Lucano uscendo dal tribunale. “Ho speso la mia vita per rincorrere ideali contro le mafie. Ho fatto il sindaco, mi sono schierato dalla parte degli ultimi, dei rifugiati che sono arrivati. Mi sono immaginato di contribuire al riscatto della mia terra ed è stata un’esperienza indimenticabile, fantastica. Però oggi devo prendere atto che è finito tutto”, ha aggiunto. “Grazie, comunque, lo stesso ai miei avvocati per il lavoro che hanno svolto. Io, tra l’altro, non avrei avuto modo di pagare altri legali, non avendo disponibilità economica”.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Napoli e attuale candidato presidente della regione Calabria, Luigi de Magistris.

Per me Mimmo Lucano è un uomo giusto, un simbolo di umanità e di fratellanza universale. Non si è mai girato dall’altra parte di fronte alla richiesta di vita di esseri umani diversi – ha detto de Magistris –  Conoscevo Riace prima di Lucano ed era un borgo desertificato, con Lucano era divenuto un Paese ricco di energie, di economia circolare e di comunità viva. Con il post Lucano nuovamente abbandono e spopolamento. Per me Lucano è l’antitesi del crimine. Non è certo un cultore del diritto amministrativo, avrà pure commesso delle irregolarità ed illegittimità, ma sono convinto che alla fine del suo calvario verrà assolto perché ha agito per il bene e mai per il male – ha aggiunto de Magistris –  Si deve avere fiducia nella magistratura e nella presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Certo in una terra in cui pezzi significativi di politica e pezzi deviati delle istituzioni si sono mangiati tutto, tanto che mancano i diritti all’acqua, allo smaltimento dei rifiuti, alla depurazione, alla sanità pubblica e alla cura delle persone, al lavoro, alle infrastrutture materiali e digitali, alla mobilità, ai finanziamenti per lo sviluppo, alla cura delle fragilità e all’istruzione, con una emigrazione giovanile impressionante, vedere che il problema di questa regione sul piano giudiziario è Mimmo Lucano fa male al cuore e alla testa. Ma la storia dell’umanità insegna che non sempre la giustizia coincide con la legalità – ha sottolineato de Magistris –  Mimmo non devi mollare perché sei un uomo buono e giusto e il popolo ti vuole bene.  Ora mi voglio assumere la responsabilità di guidare la Calabria affinché con la volontà del popolo sovrano la giustizia e i diritti possano trionfare”.

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