L’esperto ribadisce l’urgenza di sgomberare le aree a rischio sismico.
Il 15 marzo scorso, Il Desk.it ha pubblicato un articolo in cui il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo ha accusato i colleghi di non aver considerato il ruolo delle perforazioni nei Campi Flegrei come possibile causa dei recenti terremoti. La discussione ha suscitato un ampio dibattito scientifico e pubblico, e Giuseppe De Natale, anch’egli esperto del vulcanismo flegreo, ha voluto rispondere in maniera chiara e diretta. In un commento postato sulla pagina Facebook de Il Desk.it, De Natale ha offerto il suo punto di vista in merito, sottolineando alcuni aspetti cruciali della questione.
Ecco il testo integrale del commento del vulcanologo Giuseppe De Natale:
“Prima di tutto ho sostenuto la necessità di uno sgombero della zona a maggior rischio sismico semplicemente perchè non c’è più il tempo per verificare tutti gli edifici e identificare quelli fatiscenti: che da un momento all’altro, al prossimo terremoto, potrebbero collassare provocando vittime. Se le Istituzioni avessero provveduto per tempo alle dovute verifiche (io ho avvisato, via PEC, che saremmo arrivati a questo livello di sismicità già nel 2018, ossia 7 anni fa, e di nuovo, sempre via PEC, il 17 settembre del 2023, appena prima che avvenissero i primi terremoti che hanno causato lesioni e sgomberi). Poi, non ho capito cosa c’entri con questo il fatto che io affermi, come è vero e come può confermare qualsiasi ingegnere di perforazione, che le perforazioni (specie a profondità ridicole come quella di Agnano: 88 metri) sono prive di qualsiasi rischio (e se non lo fossero, sarebbe un bel problema visto che ai Campi Flegrei dal 1939 ad oggi ne sono state fatte circa 200, fino ad oltre 3000 metri di profondità; la maggior parte abusive, per riscaldare edifici e Hotel, con mezzi rudimentali privi di alcuna misura di sicurezza per i cantieri). E quindi non capisco dove sia la contraddizione, il paradosso”.
E rispondendo ad un lettore che aveva posto una semplice domanda: “allora queste perforazioni sono state fatte? Se si mi sembra evidente che sono la causa dell’incremento di fenomeni tellurici ed in più tutto questo fatto senza informare i cittadini?“
De Natale ha risposto: “si, ne sono state fatte circa 200 nell’area flegrea, a partire dal 1939. 30 pozzi da 200 a 3046 metri di profondità, i più profondi fatti da ENEL-AGIP nel periodo 1975-1985: molti di essi realizzati durante il bradisisma degli anni ’80. Tutti questi pozzi, realizzati a scopo di esplorazione geotermica, comprendevano prove di produzione, che generavano enormi colonne di vapore, miste a tutti i gas presenti nel sottosuolo, alte centinaia di metri. Poi, soltanto nell’area ex industriale di Bagnoli, ne sono stati fatti molte decine, tra 60 e 70 metri di profondità, per scopi di bonifica. A questi pozzi ‘ufficiali’ si aggiungono decine di pozzi, realizzati da privati con metodi rudimentali, fino a profondità di oltre 100 metri, per prelevare acqua calda e riscaldare Hotel, capannoni industriali, ecc. Se pensa che queste perforazioni abbiano causato la sismicità, può provare a chiedere i danni ad ENEL ed ENI (ex AGIP) e, per quelle fatte dal 1939, alla società SAFEN, che non esiste più da 80 anni“
Il commento di De Natale tocca vari punti cruciali. In primis, il vulcanologo ribadisce l’urgenza di provvedere allo sgombero delle aree più esposte ai rischi sismici, evidenziando la difficoltà di effettuare verifiche complete sugli edifici. Un tema che, secondo De Natale, avrebbe dovuto essere preso in considerazione con largo anticipo dalle istituzioni, per prevenire potenziali tragedie in caso di nuovi eventi sismici. Inoltre, De Natale ha smentito l’ipotesi che le perforazioni nei Campi Flegrei possano essere responsabili degli eventi tellurici recenti, argomentando che la profondità delle perforazioni, come quella di Agnano, non è sufficiente a generare il tipo di attività sismica osservata.
La discussione continua a suscitare interesse e il confronto tra esperti prosegue, con diverse interpretazioni sui fattori di rischio per la zona dei Campi Flegrei.
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