I rischi delle trivellazioni e il deputato Borrelli annuncia un’interrogazione parlamentare per fare chiarezza.
Nel cuore dei Campi Flegrei, le recenti scosse sismiche hanno riportato la paura tra i cittadini, già profondamente segnati dall’incertezza di convivere con un vulcano attivo. Ma a scuotere ancora di più l’area non sono solo i tremori del terreno, ma anche le gravi accuse lanciate dal vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo nei confronti di alcuni suoi colleghi. Mastrolorenzo ha infatti puntato il dito contro i progetti di perforazione geotermica, accusando i ricercatori coinvolti di aver messo a rischio la sicurezza del territorio con attività che, a suo avviso, potrebbero aver alterato l’equilibrio geotermico della zona. La sua accusa più grave riguarda una perforazione effettuata in Via Antiniana, che secondo lui avrebbe causato uno squilibrio nel sistema vulcanico dei Campi Flegrei, con effetti che sarebbero ancora visibili oggi.
Mastrolorenzo non si è fermato qui: ha anche criticato la gestione delle informazioni sui rischi del bradisismo, sostenendo che alcuni esperti, tra cui Giuseppe De Natale, abbiano minimizzato la pericolosità dei fenomeni in corso e messo in atto scelte che potrebbero portare a gravi conseguenze. Le sue dichiarazioni hanno scatenato una vera e propria tempesta mediatica, alimentando la paura tra la popolazione locale, che ormai vive nel terrore che il vulcano possa risvegliarsi con conseguenze catastrofiche.
A questa accusa si aggiunge un altro episodio che alimenta ulteriormente la polemica. Durante un sopralluogo in zona Pisciarelli con il deputato Francesco Emilio Borrelli, Mastrolorenzo ha denunciato le trivellazioni effettuate tra il 2010 e il 2020 nella zona tra Agnano e Bagnoli, finalizzate allo studio di un eventuale sfruttamento dell’energia geotermica. “Già all’epoca denunciavo che il processo di trivellazione potesse innescare terremoti attraverso l’immissione di anidride carbonica nel sottosuolo”, ha dichiarato Mastrolorenzo. “In un sistema complesso, come quello dei Campi Flegrei, non è possibile prevedere l’evoluzione. Tutte le grandi perturbazioni possono innescare gravi effetti. Il principio di precauzione, in questi casi, dice chiaramente di non agire. Quello che è paradossale è che alcuni dei miei colleghi, referenti del sistema di Protezione Civile Nazionale per rischio vulcanico, fossero coinvolti in progetti potenzialmente perturbanti dell’equilibrio del sistema, come poi è stato riconosciuto anche dall’INGV”.
Le preoccupazioni di Mastrolorenzo si concentrano soprattutto sul fatto che alcuni membri dell’INGV fossero direttamente coinvolti nel programma di trivellazioni, una questione che ha sollevato non poche perplessità. E mentre Mastrolorenzo ha chiamato in causa i colleghi e denunciato la gravità della situazione, il deputato Francesco Emilio Borrelli ha annunciato di voler presentare un’interrogazione parlamentare per fare luce sulla vicenda. “Chiedo che vengano effettuate indagini approfondite per appurare una eventuale correlazione tra le trivellazioni effettuate tra il 2010 e il 2020 e gli sciami sismici successivi. I cittadini, che stanno vivendo in prima persona i disagi di questa delicata fase, hanno il diritto di conoscere la verità”, ha dichiarato Borrelli.
In tutto questo scenario, emerge anche la posizione di Giuseppe De Natale, uno degli esperti coinvolti nelle perforazioni geotermiche. De Natale ha sostenuto che le perforazioni non rappresentano un pericolo per l’equilibrio del sistema vulcanico, ma allo stesso tempo ha sottolineato la necessità di un piano di evacuazione per i residenti dei Campi Flegrei. In un’intervista, ha parlato della crescente frequenza delle scosse e della necessità di considerare l’evacuazione delle aree più vulnerabili. Questo rappresenta una contraddizione: lo stesso esperto che promuove il progresso scientifico tramite perforazioni geotermiche, oggi invoca misure drastiche come l’evacuazione. Un paradosso che non fa altro che aumentare la confusione tra la popolazione, costretta a vivere in un clima di incertezza.
La dualità nelle posizioni di De Natale, che da un lato sostiene le perforazioni e dall’altro esprime preoccupazione per l’intensificarsi dei fenomeni sismici, riflette la divisione all’interno della comunità scientifica. Un altro elemento che complica la gestione di una situazione già delicata, che vede i cittadini dei Campi Flegrei sempre più confusi e preoccupati per il loro futuro.
Infine, l’ex direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Giuseppe Luongo, ha sollevato ulteriori interrogativi sulla gestione della crisi bradisismica, criticando la mancanza di previsioni certe. La sua denuncia di una “prognosi riservata” ha amplificato il senso di insicurezza tra i cittadini, i quali si trovano intrappolati tra dichiarazioni contrastanti degli esperti e una crescente ansia per la sicurezza del territorio.
In questo clima di incertezze, i cittadini dei Campi Flegrei sono costretti a vivere con il timore di un disastro imminente, mentre la comunità scientifica sembra divisa e incapace di fornire risposte definitive. La frattura tra i vari esperti, che navigano tra divergenze scientifiche, richieste di evacuazione e progetti di perforazione, non fa che aumentare la confusione e la paura, complicando ulteriormente la gestione di una situazione tanto delicata.
Ciro Crescentini
