L’inviato di Putin: “La cultura è più forte della politica”
Un messaggio chiaro e carico di significato arriva da Mosca, all’indomani della cancellazione del concerto del celebre direttore d’orchestra russo Valery Gergiev alla Reggia di Caserta: la Russia resta aperta alla collaborazione culturale con l’Italia e con il mondo dell’arte internazionale.
A dichiararlo è stato Mikhail Shvidkoy, rappresentante speciale del presidente Vladimir Putin per la cooperazione culturale internazionale, in un’intervista rilasciata all’agenzia russa TASS.
“Non cancelliamo nessuno. Siamo aperti agli artisti italiani, siamo aperti agli artisti di tutti i Paesi che vogliono esibirsi in Russia”, ha affermato Shvidkoy, esprimendo rammarico per la decisione italiana di annullare l’esibizione di Gergiev, figura di spicco nel panorama musicale internazionale, ma da tempo nel mirino della polemica politica per la sua vicinanza al Cremlino.
Il caso Gergiev ha riacceso il dibattito sull’intreccio sempre più complesso tra arte e geopolitica, in particolare in Europa, dove non sono mancati negli ultimi anni episodi di “cancellazione” di artisti russi per motivi ideologici legati al conflitto in Ucraina.
“Le relazioni russo-italiane nel campo della cultura sono sempre state più forti di quelle politiche”, ha concluso Shvidkoy, sottolineando come, nonostante le tensioni internazionali, Mosca continui a considerare il dialogo artistico uno strumento privilegiato di incontro e rispetto reciproco.
Un messaggio che suona come una risposta diretta ai censori e a chi invoca l’esclusione indiscriminata della cultura russa dalle scene occidentali. La dichiarazione di Shvidkoy rappresenta, per molti osservatori, un invito a non piegare l’arte alla logica delle sanzioni e a preservare quello spazio neutro e universale che dovrebbe appartenere alla cultura.
Ciro Crescentini
