Sindaco consiglia “di andare altrove”. Scoppia la polemica: “Una città non per i fragili”
“Sono un papà di un ragazzo autistico con gravi disabilità motorie. Dopo tanti anni ho portato mio figlio a Bacoli per fare un bagno a Capo Miseno. Non ho trovato parcheggio, non potevo usare la navetta per motivi legati ai suoi comportamenti. I posti disabili erano tutti occupati. Mio malgrado, sono andato via.”
Questa è la denuncia durissima — ma civile — di un padre. Un cittadino che ha solo provato a offrire a suo figlio una giornata al mare. Nulla di straordinario. Solo un diritto. Ma quel diritto, a Bacoli, è rimasto chiuso dietro barriere architettoniche, parcheggi inaccessibili e un sistema privo di qualunque sensibilità. Un diritto negato.
Un messaggio accorato, che dovrebbe scuotere le coscienze. E invece, la risposta del sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, è stata disarmante: “faremo del nostro meglio, ma le consiglio di recarsi alla spiaggia di Torregaveta.”
Una risposta che sembra uscita da un ufficio reclami più che da un’istituzione pubblica. Un consiglio paternalista, che ignora completamente la gravità della situazione. “Andate altrove“, dice in sostanza il primo cittadino. Come se la disabilità fosse un disagio da spostare, non un diritto da rispettare. Come se l’inclusione fosse una gentile concessione, e non un obbligo costituzionale.
Il padre ha replicato con lucidità e forza morale: “Mi sembra fuori luogo. Non può impedire gli accessi ai disabili e consigliare di andare altrove. Bisogna liberarsi da vincoli e barriere personali e non creare zone solo per loro. Peccato che Bacoli non è una cittadina per i fragili e gli indifesi”
Parole che pesano come pietre. E che trovano conferma nei fatti.
L’inclusione non è un favore. È un dovere
È semplicemente inaccettabile che nel 2025 un sindaco si permetta di dire a una famiglia con una persona disabile di “andare altrove”. È inaccettabile che l’accessibilità sia ancora una questione relegata a “navette” e “spiagge speciali”. Perché le persone con disabilità non devono essere confinate in zone riservate. Devono poter accedere ovunque, come tutti.
La politica locale non può continuare a ignorare la realtà: Bacoli, come tante altre città, non è attrezzata per i fragili, nonostante proclami e post autocelebrativi. La realtà è fatta di genitori che tornano a casa in silenzio, dopo una giornata fallita. Di cittadini trattati come problemi, e non come parte del tessuto sociale.
Bacoli, la cartolina rovesciata
Capo Miseno, meta turistica acclamata, si trasforma così nella cartolina rovesciata dell’Italia: luoghi splendidi da vedere, ma inaccessibili per chi è fragile. E a nulla serve l’indifferenza istituzionale travestita da “buon consiglio”. Perché ciò che manca è il rispetto. La visione. Il coraggio di fare politiche vere per l’inclusione, non scenette per Facebook.
La disabilità non è un’eccezione. È parte della società. E se una città non è capace di accogliere tutti, allora non è una città giusta.
A Bacoli, il messaggio è arrivato chiaro: se sei disabile, forse è meglio se non vieni. Una vergogna. E un’occasione persa per dimostrare che si può e si deve fare molto di più.
Ciro Crescentini
