Vertenza ex Irisbus, riecco le promesse dei politici: “25 milioni e ricapitalizzazione”

Il tavolo al Mise raggiunge l’intesa: il prossimo 7 aprile il Consiglio d’amministrazione di Invitalia approverà il programma di investimenti ed entro un mese sarà sottoscritto il contratto di sviluppo. Ma gli operai, dopo anni di illusioni, vogliono vedere gli impegni sottoscritti

Il prossimo 7 aprile il Consiglio d’amministrazione di Invitalia approverà il programma di investimenti per 25 milioni ed entro un mese sarà sottoscritto il contratto di sviluppo. Nella vertenza ex Irisbus la politica replica il numero più consumato: le promesse. Il governo e la Regione Campania si impegnano a dare una svolta alla crisi dell’azienda produttrice di autobus, chiusa nell’estate del 2011 dalla Fiat e entrata nella Industria Italiana Autobus (Iia) newco costituita da Finmeccanica per il 20% e per il restante 80% dalla King Long Italia, rappresentata dall’imprenditore Stefano Del Rosso. Promesse di reindustrializzazione della Valle Ufita in Irpinia, con prospettive  di occupazione anche per i 290 ex operai dello stabilimento. La sede legale della nuova azienda sarà proprio a Flumeri, dove per decenni ha funzionato la Irisbus. Sono i punti salienti dell’intesa raggiunta oggi nel tavolo al Mise, riunito alla presenza del sottosegretario Claudio De Vincenti, e al quale hanno preso parte per la Regione gli assessori Amedeo Lepore (Attività Produttive) e Sonia Palmeri (Lavoro), l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, le rappresentanze sindacali e il sindaco di Flumeri Angelo Lanza insieme ai rappresentanti del ministero dello Sviluppo. Impegno, ma ancora non c’è nero su bianco. E in Valle Ufita hanno imparato ad essere diffidenti.

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