L’operazione segue l’indagine sui manifesti dedicati a Marco Carrai. Presidio di solidarietà e accuse di repressione da parte del partito
Nelle prime ore della mattinata alcuni membri e simpatizzanti del Partito dei CARC hanno subito perquisizioni domiciliari disposte dalla Procura della Repubblica di Firenze nell’ambito di un’indagine relativa all’affissione di volantini riguardanti Marco Carrai.
Secondo quanto riportato dal partito, il provvedimento sarebbe stato disposto dal Pubblico Ministero Francesco Sottosanti e avrebbe riguardato abitazioni di militanti e sostenitori dell’organizzazione politica.
Le ipotesi di reato indicate nel mandato di perquisizione sarebbero quelle di concorso in diffamazione aggravata e concorso in imbrattamento, in relazione all’affissione di manifesti e volantini contenenti riferimenti a Marco Carrai e alla successiva collocazione di materiale sulle pareti esterne del Teatro Puccini di Firenze.
Secondo quanto comunicato dal P. CARC, l’obiettivo delle operazioni sarebbe stato il sequestro di indumenti ritenuti utilizzati durante l’affissione dei volantini, della documentazione cartacea e digitale impiegata per la loro realizzazione e degli strumenti informatici collegati alle ipotesi di reato contestate. «Al termine delle perquisizioni i compagni sono stati portati in caserma per il rituale tentativo di interrogatorio senza avvocato e le altre tipiche forme di intimidazione che la polizia politica riserva ai più giovani militanti per spaventarli», afferma il partito in una nota diffusa nella giornata di oggi.
Un’indagine che risale al 2025
L’operazione si inserisce, secondo i CARC, in una vicenda iniziata circa un anno fa, quando Leonardo, collaboratore del partito, aveva reso noto di essere indagato per una presunta diffamazione nei confronti di Marco Carrai.
Nella nota il partito ricorda i principali incarichi ricoperti dall’imprenditore e manager fiorentino: la presidenza della Fondazione Meyer, la vicepresidenza della JSW e la presidenza di Toscana Aeroporti. Viene inoltre evidenziato il suo ruolo di console onorario dello Stato di Israele per Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia.
«Carrai rappresenta uno Stato che i CARC considerano responsabile del genocidio a Gaza e della crescente occupazione coloniale e violenta in Cisgiordania», si legge nel comunicato, che collega l’iniziativa giudiziaria alle posizioni espresse dal partito sulla guerra in Medio Oriente e sul sostegno politico a Israele.
Presidio davanti alla caserma di Rifredi
Durante la mattinata militanti, simpatizzanti e attivisti di diverse realtà sociali e politiche si sono diretti verso la caserma dei Carabinieri di Rifredi per esprimere solidarietà alle persone coinvolte nelle perquisizioni.
Il P. CARC ha rivolto un appello alle organizzazioni del movimento comunista, agli organismi operai e popolari, ai movimenti sociali e alle reti territoriali affinché prendano posizione pubblicamente contro quella che definisce «l’ennesima manovra repressiva» nei confronti del partito. «Quanto più il loro tentativo cade nel vuoto, tanto più la lotta contro il governo Meloni, il sistema delle Larghe Intese e le loro autorità giudiziarie si sviluppa e si rafforza», sostiene la nota.
L’organizzazione politica interpreta le perquisizioni come parte di un più ampio quadro di iniziative giudiziarie e repressive che, a suo avviso, colpirebbero movimenti sociali, organismi popolari e realtà di opposizione presenti nel Paese.
La vicenda è destinata ora a proseguire sul piano giudiziario, mentre il dibattito politico attorno alle libertà di espressione, alla solidarietà con la popolazione palestinese e ai limiti della protesta continua ad alimentare il confronto pubblico. «Rivoltiamo la repressione contro chi la promuove!» conclude il comunicato, esprimendo solidarietà ai militanti coinvolti e alle loro famiglie.
Ciro Crescentini

