In vista del Consiglio Generale del 22 giugno, i dipendenti chiedono certezze su governance, stipendi, debito e valorizzazione del personale
Cresce l’attenzione tra le lavoratrici e i lavoratori di Città della Scienza in vista delle decisioni che interesseranno il futuro assetto della Fondazione Idis. Al centro delle preoccupazioni vi sono i tempi e le modalità con cui si sta delineando il processo di riordino istituzionale dell’ente, una fase ritenuta particolarmente delicata per il destino della struttura e per la tutela dei livelli occupazionali.
Nel corso di un confronto interno è emersa la richiesta di ricevere indicazioni chiare e impegni concreti su una serie di questioni considerate fondamentali per garantire stabilità, continuità e prospettive di sviluppo.
Tra i punti ritenuti prioritari figura innanzitutto l’esclusione da ogni futuro incarico di governance di figure riconducibili alle gestioni precedenti al commissariamento avvenuto nel 2017. I lavoratori ribadiscono una posizione già manifestata in diverse occasioni, sottolineando la necessità di aprire una nuova fase amministrativa completamente svincolata dalle esperienze del passato.
Un’altra richiesta riguarda la definizione di un progetto chiaro per il rilancio di Città della Scienza. Secondo i dipendenti, la futura governance dovrà ricevere un mandato preciso finalizzato alla stabilizzazione e alla crescita dell’ente, accompagnato da adeguati strumenti economici e decisionali. In tale prospettiva viene sollecitata la trasformazione del contributo regionale in una misura ordinaria e strutturale, l’individuazione di risorse e strategie capaci di affrontare il peso dell’indebitamento e una revisione dello Statuto della Fondazione. In particolare, si propone l’abolizione del Consiglio Generale e un modello gestionale più allineato a quello adottato per le altre società partecipate e controllate dalla Regione Campania.
I lavoratori richiamano inoltre l’urgenza di garantire la regolarità delle retribuzioni. In attesa del completamento degli adempimenti tecnici e istituzionali necessari al riassetto, viene chiesto che siano immediatamente individuate e stanziate le risorse necessarie per assicurare il pagamento degli stipendi nei prossimi mesi.
Ampio spazio viene dedicato anche alle politiche del personale. Le maestranze ritengono indispensabile avviare una fase nuova fondata sulla valorizzazione delle competenze interne, sulla riduzione delle disparità salariali e su una più equilibrata distribuzione di compiti, responsabilità e carichi di lavoro. Un cambiamento che, secondo quanto emerso dal confronto, non può più essere rinviato.
In vista del Consiglio Generale convocato per il 22 giugno, lavoratrici e lavoratori hanno annunciato la loro presenza in presidio per seguire da vicino gli sviluppi e verificare le risposte che arriveranno dalla Regione Campania. La mobilitazione, spiegano, potrebbe intensificarsi qualora le questioni sollevate non trovassero riscontri concreti o fossero oggetto di ulteriori rinvii.
Resta infine confermata la disponibilità al dialogo e al confronto istituzionale, nella convinzione che le scelte che saranno adottate nelle prossime settimane avranno un impatto determinante sul futuro di Città della Scienza e sulle condizioni di chi vi lavora ogni giorno.

