Secondo quanto denunciato dalla FIOM e dall’Unione Sindacale di Base, alcuni attivisti e lavoratori impegnati nella distribuzione di volantini sono stati fermati e identificati da una pattuglia dei Carabinieri, nonostante – sostengono – l’iniziativa fosse stata regolarmente comunicata all’azienda.
Mattinata di tensione davanti allo stabilimento Leonardo di Nola, dove un’iniziativa di volantinaggio sindacale si è trasformata in un caso politico.
Secondo quanto denunciato dalla FIOM e dall’Unione Sindacale di Base, alcuni attivisti e lavoratori impegnati nella distribuzione di volantini sono stati fermati e identificati da una pattuglia dei Carabinieri, nonostante – sostengono – l’iniziativa fosse stata regolarmente comunicata all’azienda.
La denuncia dei sindacati
Nel comunicato diffuso dalla FIOM si parla apertamente di un “episodio pericoloso di intimidazione”. Il sindacato sottolinea come il volantinaggio fosse organizzato “nel pieno rispetto delle norme e delle pratiche sindacali” e denuncia un intervento ritenuto “sproporzionato e ingiustificato, volto a ostacolare il libero esercizio dell’attività sindacale”.
L’obiettivo dell’iniziativa era mantenere alta l’attenzione su quello che viene definito un “grave stato di incertezza” per i lavoratori del sito di Nola, legato alle prospettive industriali del gruppo.
La versione degli attivisti
Toni ancora più netti arrivano dagli attivisti di Potere al Popolo, presenti insieme a delegati sindacali e lavoratori. In un volantino diffuso nelle stesse ore si parla di un fatto “grave, che colpisce chi si organizza e prova a portare una voce critica”, proprio davanti a una delle principali aziende italiane del settore della difesa.“Non ci facciamo intimidire. Il diritto di organizzarsi e scioperare non si tocca”, è il messaggio rilanciato dagli attivisti.
Il nodo: lavoro e piano industriale
Al centro della mobilitazione c’è il futuro del comparto Aerostrutture di Leonardo, su cui da tempo sindacati e lavoratori chiedono chiarezza. La FIOM parla esplicitamente di contrarietà a quello che definisce un possibile “scellerato piano industriale” e una “svendita del sito e dell’intero comparto civile Aerostrutture”.
Il tema, dunque, non è solo l’episodio di questa mattina, ma una vertenza più ampia che riguarda occupazione, produzione e scelte industriali strategiche.
Verso nuove mobilitazioni
L’episodio potrebbe non rimanere isolato. Gli attivisti annunciano nuove iniziative e rilanciano la partecipazione a una mobilitazione nazionale prevista per il 23 maggio a Roma.
Intanto resta aperto il confronto – e lo scontro – tra sindacati, lavoratori e istituzioni su quanto accaduto a Nola: da un lato la richiesta di tutela dell’attività sindacale, dall’altro il tema della gestione dell’ordine pubblico davanti a siti industriali sensibili. Una vicenda che, al di là delle versioni contrapposte, riporta al centro una domanda cruciale: quanto spazio c’è oggi, nei luoghi di lavoro, per il dissenso organizzato?
Ciro Crescentini

