Almeno in 2mila sono in cura nelle strutture sanitarie, aumentano i suicidi. Significativa sentenza di condanna per la Asl Salerno
NAPOLI – Nella nostra Regione aumentano i lavoratori e le lavoratrici colpiti da stress, sindrome depressiva. Malattie in cui esiste un rapporto tra patologia, sfruttamento, vessazioni, violenze psicologiche, mobbing, precarietà lavorativa, disoccupazione, mancanza di diritti collettivi. Secondo le strutture psichiatriche e i centri di psicopatologia del lavoro delle Asl, almeno 2 mila lavoratori, precari, cassintegrati, licenziati della Campania sono attualmente in cura presso le strutture sanitarie della Campania, 700 nella a Napoli e Provincia, 400 a Caserta. Tantissimi lavoratori costretti a fare uso di psicofarmaci o di antidepressivi. Tantissimi si sentono soli, umiliati. E aumentano i suicidi. Nel 2015, venti lavoratori e disoccupati si sono tolti la vita nella provincia di Napoli, 15 a Caserta. E proprio nella nostra Regione, i giudici hanno emesso una sentenza significativa che condanna il datore di lavoro per mobbing e danno biologico. Roberta Gambardella, giudice del lavoro di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, con la sentenza numero 243 pubblicata lo scorso 10 dicembre, ha condannato l’Asl di Salerno al risarcimento di 34 mila 253 euro in favore di Costanza Scevola, medico chirurgo ostetrico presso l’Unità Operativa ostetricia e ginecologia del Presidio Ospedaliero “San Luca” in Vallo della Lucania.
Il dirigente medico, difeso dagli avvocati Maria Federica Bonadies (nella foto) e Tommaso Scevola aveva presentato un ricorso denunciando di subire da agosto 2008 un improvviso ed ingiustificato processo di svalutazione e screditamento professionale concretizzatosi in una serie di reiterati e pesanti atti vessatori, persecutori, mortificanti ed offensivi provocando disturbo d’ansia generalizzato e dell’adattamento con umore depresso di tipo cronico. Uno stato psico-fisico che aveva severamente compromesso la serenità della sua vita coniugale e familiare. “La sentenza rappresenta la consacrazione della dignità e del coraggio di una lavoratrice donna – commenta l’avvocato Bonadies – il Giudice del Lavoro, ha evidenziato che la prova testimoniale e documenti prodotti hanno confermato i comportamenti ingiustificatamente vessatori e mortificanti perpetrati nei confronti della d.ssa Scevola dedotti in ricorso e che la compressione e la svalutazione della dignità e dell’immagine della ricorrente si è tradotta nella lesione di un diritto fondamentale del lavoratore avente ad oggetto la libera esplicazione, garantita dagli articoli 1 e 2 della Costituzione, della sua personalità sul luogo di lavoro”. I vertici dell’azienda sanitaria locale sono stati condannati per omessa vigilanza sui medici – colleghi della ricorrente – del Presidio Ospedaliero “San Luca” di Vallo Della Lucania”, autori materiali della condotta mobbizzante, vessatoria. L’Asl non ha effettuato adeguati interventi nonostante le reiterate segnalazioni scritte pervenute dalla lavoratrice. “A titolo esemplificativo degli atti vessatori e mortificanti subiti dalla professionista si riportano due gravi episodi emersi dall’attività istruttoria del processo – evidenzia l’avvocato Bonadies – Il primario durante un parto particolarmente urgente e complicato si rifiutava di intervenire su richiesta della dottoressa Scevola mettendo a repentaglio la vita della gestante e del nascituro; quando la dottoressa Scevola ha chiesto al collega Del Duca perché fossero state modificate le sue prescrizioni nelle cartelle cliniche, quest’ultimo ha minacciato la ricorrente di farle vedere gli “attributi” abbassandosi i pantaloni, circostanza definita dallo stesso Giudice in sentenza “inaccettabile e sicuramente lesiva della dignità della dipendente”- ha concluso l’avvocato Bonadies. Il mobbing. Violenza sistematica sui luoghi di lavoro. Nonostante, le sollecitazioni dell’Unione Europea, il nostro Paese non ha ancora approvato una legge che consideri il mobbing un reato penale. In Campania, invece, non sono state assunte iniziative legislative per istituire sportelli territoriali preventivi sul mobbing e bossing.
Ciro Crescentini

