Jobs act, effetti devastanti in Campania: decine di migliaia i licenziamenti facili

Le mani libere al datore di lavoro: gli esuberi sono avvenuti soprattutto nei settori del commercio, l’edilizia, le imprese di pulizia, la ristorazione e il manifatturiero

La legge sul lavoro, il cosiddetto Jobs Act e lo smantellamento dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori hanno prodotto effetti devastanti in Campania. Secondo le organizzazioni sindacali confederali ed indipendenti e le principali associazioni di giuristi e avvocati giuslavoristi, lo scorso anno sono stati notificati almeno 30 mila licenziamenti facili ovvero quelli ‘economici individuali’ per ‘giustificato motivo oggettivo’. Gli esuberi sono avvenuti soprattutto nei settori del commercio, l’edilizia, le imprese di pulizia, la ristorazione e il manifatturiero. Le norme introdotte dalla legge approvata dal governo di Matteo Renzi aiutano le imprese a liberarsi della manodopera utilizzando le solite motivazioni ovvero le ‘esigenze tecniche – organizzative’, riassumere gli stessi lavoratori beneficiando degli sgravi contributi e licenziare liberamente senza essere obbligati dal giudice a reintegrare i lavoratori buttati sul lastrico senza motivazioni ma si limiteranno ad erogare un indennizzo economico compreso di 15 mensilità. L’imprenditore potrà sostenere che si è verificato un motivo oggettivo. Se questo poi non dovesse essere riconosciuto, secondo quanto prevede la nuova norma, è prevista solamente la tutela risarcitoria. Tante le perplessità espresse dagli esperti del diritto del lavoro. Il lavoratore potrà certamente avere la possibilità di provare che si tratta in realtà di un provvedimento disciplinare, ma, come nel licenziamento discriminatorio, risulterà spesso molto difficile. I più colpiti sono i lavoratori anziani ultracinquantenni, una forza lavoro debole e ‘usurata’ dai ritmi e dai carichi di lavoro. Nel mirino sono finiti anche i lavoratori sindacalizzati o potenziali sindacalizzati. La riforma del lavoro ha abbassato le tutele sui posti di lavoro e prodotto altri disoccupati.

 

 

E non finisce qui. Un lavoratore assunto tramite le normative Jobs Act non godrà degli stessi diritti di uno che è stato assunto prima. E questo, nonostante abbia lo stesso contratto a tempo indeterminato e sia impiegato nella stessa condizione. Le nuove misure danno il via libera alle imprese a licenziare in maniera discrezionale lavoratori singoli e gruppi di lavoratori. E’ una delega in bianco alle imprese. Normative che cancellano i diritti collettivi ed individuali. Il contratto a tutele crescenti è diventato la norma dei rapporti di lavoro. La vera “forza” delle precedenti normative dello Statuto dei Lavoratori era la deterrenza: un imprenditore, davanti alla tutela che l’articolo 18 offriva al lavoratore, decideva di non licenziare. La cancellazione della tutela aiuterà il datore ad assumere decisioni per fare a meno del dipendente.

Ciro Crescentini

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