Il 65% del gettito arriva da redditi sopra i 35mila euro, meno del 2% supera i 100mila
L’Irpef si conferma un’imposta sempre più ristretta nella sua base: oltre 11,3 milioni di contribuenti su 42,8 milioni non versano nulla, mentre circa 2 milioni utilizzano la flat tax. Il peso fiscale ricade in larga parte su lavoratori dipendenti e pensionati, che coprono circa l’85% del gettito. Le dichiarazioni 2025 (redditi 2024) mostrano che il 32% dell’imposta arriva da contribuenti con redditi tra 35mila e 70mila euro (il 18,6% del totale), mentre il 19,2% proviene dalla fascia tra 26mila e 35mila euro. Meno del 2% dichiara oltre 100mila euro, ma contribuisce in modo rilevante. Intanto cresce il reddito medio dichiarato, salito a 25.820 euro. A incidere sullo “svuotamento” dell’Irpef sono soprattutto i regimi fiscali alternativi – dalla flat tax alla cedolare secca – che sottraggono base imponibile al sistema progressivo.
Nel dettaglio, il fenomeno dei contribuenti che non versano Irpef nasce da due componenti principali: chi ha redditi troppo bassi per essere tassato e chi beneficia di strumenti che azzerano l’imposta, come detrazioni e trattamento integrativo. Questo riduce in modo significativo il numero effettivo di contribuenti che sostengono il sistema.
Parallelamente, cresce il ricorso ai regimi sostitutivi. La flat tax al 15% per autonomi con ricavi fino a 85mila euro coinvolge ormai circa 2 milioni di persone. A questa si aggiungono oltre 3,3 milioni di contribuenti che utilizzano la cedolare secca sugli affitti e 2,6 milioni che beneficiano della tassazione agevolata sui premi di produttività. Questi strumenti, pur legittimi, sottraggono quote consistenti di reddito alla progressività dell’Irpef.
Il risultato è un sistema in cui dipendenti e pensionati restano i principali contribuenti. Sono loro a garantire la stabilità del gettito, con una quota pari a circa l’85% dell’imposta complessiva.
Sul fronte dei redditi, il totale dichiarato supera i 1.076 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente. Gli autonomi in regime ordinario mostrano redditi medi più elevati, oltre 67mila euro, ma con forti disuguaglianze interne. I lavoratori dipendenti si attestano attorno ai 24.500 euro, mentre i pensionati poco sopra i 22mila.
La distribuzione per fasce evidenzia una forte concentrazione nei livelli medio-bassi: circa 14 milioni di contribuenti dichiarano tra 12mila e 26mila euro. Al contrario, i redditi elevati restano una minoranza: poco più dell’1,7% supera i 100mila euro, e solo lo 0,2% va oltre i 300mila.
Infine, guardando al gettito, emerge una forte concentrazione: quasi due terzi dell’Irpef è versata da contribuenti con redditi superiori ai 35mila euro. Un dato che conferma come il sistema, pur formalmente progressivo, sia sempre più sostenuto da una platea ristretta.
Alessandro Manna

