Regione, De Luca esalta i risultati ma tace sui fallimenti

A Palazzo Santa Lucia conferenza stampa di fine anno, per tracciare il rituale bilancio. “Un anno straordinario” afferma il governatore. Ma non parla dei dati della Campania su crescita zero, calo dell’occupazione e aspettativa di vita più bassa d’Italia

A Palazzo Santa Lucia il governatore Vincenzo De Luca tiene la conferenza stampa di fine anno, per tracciare il rituale bilancio. “Un anno straordinario” per la Campania è il sobrio incipit dei risultati conseguiti. Nell’ora abbondante di monologo, corredato di cifre e proclami, mancano però alcuni dettagli. Elementi come la crescita zero nel 2018, certificata dal Rapporto Svimez. O il calo dell’1,8% nell’occupazione, comunicato dal Rapporto di Bankitalia sulle economie regionali. Un dato in controtendenza rispetto al resto d’Italia (+0,7) e al Mezzogiorno (+0,1). Numeri dietro cui emerge l’esodo dei giovani campani, in costante fuga per altri lidi. “Abbiamo raggiunto obiettivi nei servizi ai cittadini di altissimo livello” sentenzia De Luca, discorrendo dell’uscita dal commissariamento della sanità, dopo 12 anni. Un traguardo, tuttavia, che non sposta di un millimetro la realtà: la Campania resta ultima in Italia per aspettativa di vita (81,3 anni), come attesta pure Eurostat. E il governatore non tralascia il settore trasporti. Con malcelato orgoglio sventola “il programma di acquisto di mezzi pù vasto d’Italia”. Certo, non tutto fila liscio. “Registriamo in una parte dell’Eav – ammette – una pesantezza delle criticità, ma se per 20 anni non acquisti un treno nuovo o non fai una manutenzione è evidente che i problemi ci sono, chiediamo un po’ di pazienza agli utenti”. Si riferisce all’ennesima bocciatura del Rapporto Pendolaria, che assegna alla Circumvesuviana la palma di linea ferroviaria peggiore del paese. Un calvario quotidiano per migliaia di utenti, dove i dati su ritardi e cancellazioni di corse sono perfino più gravi, rispetto all’anno prima. In tema di ambiente, De Luca esordisce con le “18 bandiere blu” delle spiagge in Campania. Ma questa è anche la regione primatista del “mare illegale”, con 3.483 infrazioni accertate, secondo il rapporto di Legambiente. Un maglia nera conquistata anzitutto col mattone selvaggio (1.419 infrazioni), autentico flagello delle coste. Proprio l’abusivismo edilizio, piaga contro cui nulla si registra dalla Regione. Ma nella complicata partita ambientale, ci sono ovviamente anche i rifiuti. “La Regione Campania – rivendica il governatore – ha un piano regionale per la gestione del ciclo dei rifiuti che è il più avanzato d’Italia dal punto di vista ambientale, per riconoscimento delle associazioni ambientaliste”. Il piano prevede la realizzazione di 15 impianti di compostaggio, ancora tutti sulla carta. De Luca garantisce la partenza del primo cantiere entro gennaio, nel comune di Pomigliano. Ma è inutile girarci intorno, in materia di rifiuti: il vulnus sono le ecoballe. Su 6 milioni di tonnellate, ne risultano eliminate 500mila. “Sono 5 volte in più di quanto rimosse nei 5 anni precedenti” mette le mani avanti il governatore. Ma il flop è evidente. Nel giugno 2016, all’avvio dello smaltimento, De Luca e Renzi lanciavano il guanto di sfida. “Via le ecoballe in 3 anni” assicurava l’ex rottamatore. “Il mercato è sconvolto – si giustifica De Luca -, non c’è più un paese al mondo disponibile a prendere rifiuti”. Ma forse è sconvolto anche chi aveva creduto alla promessa.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest