Pomigliano, imprenditore accusato di omicidio: domani convalida fermo. La difesa: “Sparo accidentale”

Vincenzo La Gatta ha esploso il colpo che ha ucciso Giuseppe Di Marzo nella notte tra il 23 ed il 24 dicembre scorso: le indagini sull’accaduto

Ha sostenuto che il colpo è stato esploso accidentalmente nel corso di una colluttazione con il pregiudicato. Versione che non ha convinto i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna che hanno disposto il fermo. Il gip del Tribunale di Nola potrebbe decidere domani sulla convalida del provvedimento restrittivo nei confronti di Vincenzo La Gatta, imprenditore di Pomigliano d’Arco, accusato dell’omicidio volontario di Giuseppe Di Marzo, 35 anni, ucciso con un colpo alla tempia nella notte tra il 23 ed il 24 dicembre scorso. Domani il giudice dovrebbe ascoltare l’ l’indagato, titolare di una azienda per la produzione di componenti aeronautiche, adesso ai domiciliari. Secondo la ricostruzione degli investigatori, che hanno ascoltato diversi testimoni, Di Marzo è entrato in un resort in via Pratola a Pomigliano, dove avrebbe cominciato a infastidire i clienti. Dopo essere stato allontanato dai dipendenti, il pregiudicato è stato affrontato dal titolare, giunto in compagnia del suo amico imprenditore. Durante la lite La Gatta si sarebbe frapposto fra i due agitando la pistola che aveva con sé, regolarmente detenuta, fino all’esplosione del colpo fatale alla vittima, centrata alla tempia e deceduta sul colpo.

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