La Premier ha pubblicato un post sui social per esprimere solidarietà in favore degli esponenti del centro sinistra contestati dai disoccupati e da Potere al Popolo
La sonora contestazione subita stasera a Napoli dai leader del “campo largo” – da Elly Schlein a Giuseppe Conte, fino a Fratoianni, Bonelli e Manfredi – per mano degli attivisti di Potere al Popolo e dei movimenti dei disoccupati, ha fatto emergere una realtà politica tanto immediata quanto taciuta. A sorpresa, ma non troppo, a pochissimi minuti dai fatti il primo forte attestato di solidarietà è arrivato via social proprio dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Questo insolito asse trasversale svela un cortocircuito emblematico: quando il dissenso sociale e radicale esce dai palazzi e scende nelle piazze stasera come in passato, la finta polarizzazione tra maggioranza e opposizione si dissolve istantaneamente. Davanti alla contestazione reale delle fasce più colpite dalla crisi, l’intero arco parlamentare si compatta sotto l’egida del “decoro istituzionale” e della condanna unanime della protesta.

Ma la vicinanza tra i due blocchi non si limita alla gestione e alla delegittimazione del dissenso interno. Essa specchia fedelmente una convergenza ben più profonda che si consuma regolarmente sui tavoli della politica internazionale. Sulle grandi scelte geopolitiche, dalle spese militari al posizionamento strategico nei conflitti globali, la distanza tra il governo e l’opposizione di centro-sinistra si riduce spesso a una sfumatura retorica, lasciando intatta la sostanza delle decisioni di fondo.
L’episodio di stasera a Napoli dimostra che, al di là dei teatrini elettorali, esiste un nocciolo duro di convergenza sistemica. Quando le contraddizioni sociali esplodono, destra e centro-sinistra si scoprono alleati nella difesa dello status quo, uniti nel respingere una piazza che chiede risposte concrete sul lavoro e che non si riconosce più in nessuno dei due schieramenti.
Ciro Crescentini

