Tra contributi CAS e 408 sgomberi, i residenti manifestano alla sede Rai: “Servono verifiche trasparenti e rapide”
A seguito dell’evento sismico che lo scorso 31 luglio ha scosso il territorio di Pozzuoli, la Prefettura di Napoli ha ospitato un summit operativo guidato dal prefetto Michele di Bari. All’incontro hanno preso parte l’assessore regionale alla Protezione Civile Fiorella Zabatta, il sindaco puteolano Luigi Manzoni e i rappresentanti dei Vigili del Fuoco, della Città Metropolitana e dell’Ufficio Scolastico Regionale, con l’obiettivo di tracciare il punto sulla gestione dell’emergenza.
Il quadro delle verifiche e dell’assistenza alla popolazione. Sul territorio restano operative 21 squadre dei Vigili del Fuoco, impegnate nel controllo statico delle strutture e nell’assistenza ai cittadini per il recupero dei beni personali. Ad oggi sono stati effettuati 1.486 interventi tecnici, che hanno portato a dichiarare l’inagibilità di 215 stabili, per un totale di 1.085 unità abitative.
Sul fronte amministrativo, il Comune di Pozzuoli ha firmato 408 provvedimenti di evacuazione e 9 ordinanze di revoca, consentendo il rientro a casa di 28 residenti. Complessivamente, le persone assistite sono 3.627, suddivise in 1.443 nuclei familiari: la gran parte (3.459 individui) usufruisce del Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS) erogato dall’amministrazione locale con risorse regionali, mentre 143 alloggiano in strutture alberghiere e 53 sono temporaneamente accolte presso il Palatrincone.
Beni culturali e complessi scolastici. I controlli hanno interessato anche 19 edifici di culto gravemente compromessi e in attesa di perizie di secondo livello. In sinergia con la Diocesi e la Soprintendenza, i Vigili del Fuoco stanno provvedendo alla messa in sicurezza e al trasferimento del patrimonio artistico e mobiliare. Parallelamente, proseguono le opere di manutenzione non strutturale su 11 plessi scolastici (7 comunali e 4 provinciali) per garantirne la riapertura.
Mentre il tavolo di coordinamento in Prefettura resta aperto, cresce il disagio della popolazione. Circa cinquanta residenti delle case popolari del rione Artiaco si sono mobilitati in un presidio davanti alla sede Rai di Napoli per chiedere il definitivo superamento della logica emergenziale e l’istituzione di un presidio istituzionale permanente.
A preoccupare gli abitanti è soprattutto l’incertezza generata da esiti difformi durante i sopralluoghi: la coesistenza nello stesso fabbricato di appartamenti agibili e inagibili alimenta forte tensione, spingendo le famiglie a sollecitare verifiche di agibilità più snelle e uniformi.
Ciro Crescentini
