Riscossione in crescita e tempi di pagamento ridotti
Nella cornice istituzionale di Palazzo San Giacomo, l’amministrazione comunale ha tracciato il bilancio del primo quadriennio del “Patto per Napoli”, l’intesa siglata nel 2022 che ha segnato un punto di svolta per le finanze cittadine. A presentare risultati e prospettive sono stati il sindaco Gaetano Manfredi, l’assessore al bilancio Pierpaolo Baretta e il coordinatore dell’Osservatorio Economia e Società Gaetano Vecchione.
Una svolta costruita nel tempo
L’accordo con il Governo, firmato nel marzo 2022 insieme all’allora premier Mario Draghi, ha evitato il rischio di dissesto e avviato un percorso di riequilibrio strutturale destinato a proseguire fino al 2042. I dati aggiornati al 2025 raccontano un cambio di rotta netto.
Il disavanzo, che nel 2021 superava i 2,2 miliardi di euro, è stato progressivamente ridotto fino a circa 1,58 miliardi nel 2024, con una previsione inferiore a 1,4 miliardi nel consuntivo 2025. Parallelamente, il Comune ha rivoluzionato i tempi di pagamento: dai 314 giorni medi registrati nel 2020 si è passati a meno di 30 nel 2024, fino ai 22 giorni del 2025, allineandosi agli standard europei.

Una macchina amministrativa ricostruita
Determinante anche il rafforzamento dell’organico comunale. Dopo anni di blocco del turnover, l’amministrazione ha inserito circa 2.200 nuovi dipendenti attraverso concorsi pubblici, restituendo efficienza agli uffici e capacità operativa ai servizi.
Riscossione e patrimonio: leve strategiche
Il rilancio passa anche dall’autonomia finanziaria. Grazie alla collaborazione con Napoli Obiettivo Valore, sono state gestite 1,8 milioni di pratiche per un valore complessivo di 1,6 miliardi di euro. Gli incassi hanno raggiunto 275 milioni, con risultati significativi nella lotta all’evasione, in particolare su TARI e IMU.
Accanto alla riscossione, il Comune ha lavorato sulla valorizzazione degli immobili e sulla riduzione dei fitti passivi, puntando a un uso più efficiente delle risorse disponibili.
Dal risanamento alla stabilità
Il prossimo passaggio sarà consolidare i risultati. A partire dal 2026, infatti, i trasferimenti statali subiranno una riduzione, passando da circa 128 milioni annui a 47 milioni. L’obiettivo dell’amministrazione è compensare questo calo attraverso una gestione più efficiente dei servizi e un ulteriore rafforzamento della capacità di riscossione.

Significativi i commenti degli esponenti del governo cittadino. Il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato: «Non presentiamo solo numeri, ma il percorso di una città che ha riconquistato credibilità. Quattro anni fa la situazione era estremamente complessa, oggi Napoli dimostra di poter rispettare gli impegni e gestire i propri conti con rigore. Abbiamo ridotto drasticamente il disavanzo e migliorato i tempi di pagamento, restituendo fiducia alle imprese. Questa è la base su cui costruire il futuro, rafforzando servizi, inclusione e opportunità per i giovani».
L’assessore al bilancio Pierpaolo Baretta ha aggiunto: «La prima fase è stata quella dell’emergenza, ora entriamo in quella della stabilità. Abbiamo anticipato risultati che erano previsti nel lungo periodo, riducendo il peso del disavanzo ben prima delle scadenze. Con la diminuzione dei fondi statali dovremo puntare ancora di più su riscossione e valorizzazione del patrimonio. Napoli oggi è in grado di camminare con le proprie gambe, trasformando ogni risorsa recuperata in servizi per la città».
Redazione

