Oggi promosso presidio di lotta all’ex manicomio Leonardo Bianchi
Non si ferma la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti delle cooperative sociali Gesco contro la decisione assunta dai vertici dell’Asl Napoli 1 di rescindere anticipatamente il contratto d’appalto provocando 300 licenziamenti.
Oggi è stata promossa un’altra significativa iniziativa. Un presidio al Leonardo Bianchi, ex manicomio di Napoli, una specie di “funerale sociale” che si aggiunge alle proteste partite il 7 ottobre al Maschio Angioino, per passare alle Poste, al San Carlo, a piazza Plebiscito, al Mann, all’aeroporto e alla stazione centrale e perfino al Duomo con una preghiera sociale a San Gennaro.
Fino ad oggi non sono arrivate novità da parte delle istituzioni per individuare una soluzione adeguata in favore dei 300 lavoratori – Operatori socio sanitari, assistenti sociali e psicologi – che assicurano da molti anni l’assistenza a malati, sofferenti psichici, persone anziane e disabili e persone con dipendenze. Inascoltati tutti i loro appelli alla Asl Napoli 1 Centro di rispettare la scadenza del contratto con il Raggruppamento temporaneo di imprese di cui è capofila Gesco. Ieri i rappresentanti Gesco hanno illustrato in conferenza stampa i dettagli di due ricorsi presentati dai suoi legali, uno per il rispetto del contratto di appalto e l’altro per una richiesta di risarcimento danni stimati a circa 4 milioni di euro.
Domani, mercoledì 30 ottobre alle 17, a Santa Maria La Nova ci sarà un’assemblea cittadina con numerose organizzazioni sociali per discutere del sostegno alla vertenza Gesco.
