Il prete, il politico e l’appalto dell’asilo: indagati consigliere regionale Bosco e altri 6 – Video

Ipotesi di turbativa d’asta per la gara della fondazione San Giuseppe di Caserta, che prevedeva l’utilizzo di fondi europei. Avviso di conclusione delle indagini al sacerdote-presidente dell’ente morale, al consigliere della maggioranza e a due coniugi

L’ipotesi di reato è turbativa d’asta. La guardia di finanza di Caserta ha notificato sette avvisi di conclusione indagini, emessi dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, per la gara d’appalto della Fondazione San Giuseppe di Tuoro, con sede a Caserta. La gara, del valore di circa 1,5 milioni di euro, riguarda la ristrutturazione  mediante utilizzo di finanziamenti europei tesi al recupero di zone del territorio italiano in difficoltà e finalizzati alla costruzione di un asilo. Secondo gli inquirenti innumerevoli sono i collegamenti tra il presidente della fondazione, il sacerdote Biagio Saiano, il consulente giuridico della Commissione aggiudicatrice, il consigliere regionale Luigi Bosco, eletto nelle liste di Campania Libera, e due coniugi con funzioni di consiglieri della fondazione, uno dei quali, poche settimane prima dell’indizione di gara ha abbandonato la carica di consigliere.

 

 

L’INDAGINE – La Fondazione San Giuseppe è un’organizzazione privata con finalità scolastica, nata dalla trasformazione dell’ Ipab (Istituto pubblico di assistenza e beneficenza) Asilo Infantile San Giuseppe di Tuoro. Al centro del’inchiesta l’affidamento della gara a una società non specializzata in lavori edili e di proprietà di due coniugi che erano anche consiglieri della Fondazione San Giuseppe. Le indagini sono partite tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, dopo che era stata aggiudicata la gara bandita con fondi europei per la ristrutturazione dell’asilo di Tuoro, unico bene gestito dalla Fondazione San Giuseppe. Per gli investigatori la gara era stata affidata ad una società di installazione di pannelli fotovoltaici, dunque non specializzata in opere edili, di proprietà dei due coniugi. Il marito si era dimesso poche settimane prima dell’indizione della gara d’appalto. Entrambi sono stati raggiunti dall’avviso di conclusione indagine, così come altri membri dell’ente e l’architetto progettista. Secondo i militari i due coniugi-consiglieri curarono anche la campagna elettorale per le ultime Regionali di Bosco, consulente giuridico della commissione aggiudicatrice ed eletto con Campania Libera, una delle liste a sostegno di De Luca. Alla fine la società aggiudicataria ha rinunciato all’appalto per dissapori interni alla fondazione. L’appalto – nell’ipotesi accusatoria – sarebbe stato quindi affidato solo in base ad amicizie, a persone prive dei requisiti e al di fuori delle regole. Intercettazioni telefoniche e ambientali, ma anche pedinamenti, escussione di testi e documenti sono alla base dei provvedimenti notificati oggi.

 

 

BOSCO: FORNIRO’ CHIARIMENTI” – “Sono sereno e confido nell’operato degli organi inquirenti, dai quali spero di poter essere chiamato quanto prima per fornire i chiarimenti necessari e fugare eventuali dubbi”. Così Bosco commenta l’indagine in cui è coinvolto. “E’ stato un fulmine a ciel sereno – dichiara il consigliere regionale – sembra inverosimile trovarmi coinvolto come oggetto di indagini in una situazione in cui ho unicamente espletato la mia attività professionale di amministrativista, come segretario verbalizzante e come legale, peraltro anche con risultati positivi concreti, come la vittoria innanzi al Tar Napoli nel giudizio in cui ho difeso la Fondazione San Giuseppe. Preciso che per tutta l’attività svolta non ho ancora percepito un solo euro, rimanendo creditore nei confronti della Fondazione; come si suol dire ‘danno e beffa'”.

 

 

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