Il piano approvato senza opposizioni: 25 milioni di debiti da ripianare. Intanto, l’area benessere è già un business privato. Dubbi sul ruolo del Comune e sul futuro dell’albergo.
Con sentenza n. 150/2025, pubblicata l’11 settembre 2025, il Tribunale di Napoli – Sezione Fallimentare, presieduto dal Cons. Gianpiero Scoppa – ha omologato il concordato preventivo della Terme di Agnano S.p.A. in liquidazione.
La decisione arriva in seguito al parere favorevole del Commissario Giudiziale, Dr. Pasquale Miano, al voto positivo della maggioranza dei creditori e in assenza di opposizioni formali. Il piano concordatario punta al rilancio delle attività per ripianare un debito stimato in circa 25 milioni di euro.
Tutti i lavoratori licenziati: assorbiti da Abc Napoli, restano solo due dipendenti
A fronte della crisi aziendale, tutti i dipendenti sono stati licenziati, con successivo assorbimento da parte della partecipata ABC Napoli. Nella società termale, oggi, risultano impiegate solo due unità di personale. Una scelta che solleva interrogativi sull’effettiva volontà di rilancio dell’azienda pubblica.
L’area benessere è già un business milionario: eventi, bracerie e concerti con canone “simbolico”
Nonostante la crisi della società pubblica, l’area termale affidata a soggetti privati è in piena attività: si organizzano regolarmente eventi, concerti, cene, convegni e appuntamenti a pagamento. Il tutto in cambio di un canone annuo di circa 150 mila euro, considerato da molti osservatori irrisorio rispetto al volume d’affari generato.
Eventi politici nell’area privata: partecipazioni e ombre
A suscitare ulteriore attenzione è la presenza ricorrente di eventi organizzati dal Partito Democratico, forza politica del sindaco Gaetano Manfredi, proprio nell’area gestita dai privati. Una coincidenza che alimenta sospetti di commistioni politiche ed economiche in un contesto che riguarda un bene comune strategico per la città.
Il mistero dell’albergo chiuso e la proposta Inail mai andata in porto
Ancora più oscuro il destino dell’albergo delle Terme, una struttura ampia ma chiusa da tempo, ormai in condizioni di grave degrado. Sarebbe stata avanzata una proposta d’acquisto da parte dell’INAIL nazionale, inspiegabilmente ritirata. Le domande restano: chi ha bloccato la trattativa? Sono state esercitate pressioni esterne?
Stufe di San Germano riaperte dal 18 settembre: un’oasi privata nel cuore del patrimonio pubblico
Dal 18 settembre, riaprono ufficialmente le Stufe di San Germano, promosse come “rituale millenario” in chiave benessere. Le cinque grotte naturali a calore secco, uniche al mondo, sono oggi parte integrante di un percorso termale gestito interamente da privati. Accanto, aree relax, piscina e zone “super relax” offrono servizi esclusivi e a pagamento.
Una vicenda che merita chiarezza, quando interviene la Procura?
In molti, osservando l’intera operazione, si interrogano sul futuro del patrimonio pubblico: il rischio, secondo alcuni, è che venga svenduto a lobby locali, in assenza di una reale azione da parte del Comune di Napoli e della maggioranza consiliare. Una situazione che, secondo diverse fonti, dovrebbe essere attenzionata dalla Procura della Repubblica e dalla Corte dei Conti, per valutare eventuali irregolarità, favoritismi o danni erariali.
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