Stop al progetto nell’ex area Eternit, 129 famiglie verso l’uscita
Non sorgeranno più nell’ex area Eternit di Bagnoli le abitazioni destinate ai residenti di Borgo Coroglio che dovranno lasciare le loro case a causa dei vincoli edilizi connessi al bradisismo. È questa l’ultima indiscrezione filtrata dagli uffici del commissariato per la riqualificazione dell’area.
L’operazione di esproprio si renderebbe necessaria per consentire lo svolgimento dell’America’s Cup, la celebre competizione velica che nel 2027 si disputerà a Napoli. Una prospettiva che molti abitanti giudicano inaccettabile, soprattutto alla luce della storia e dell’identità del borgo.
Le famiglie coinvolte sarebbero 129. Di queste, 51 risiedono nel Borgo Coroglio, dove si contano 91 unità abitative e 23 immobili a diversa destinazione (114 in totale), mentre le restanti 78 vivono nella zona “extra borgo”, che comprende 39 abitazioni e 22 strutture non residenziali, per complessive 61 unità. Ai proprietari potrebbe essere proposta un’uscita incentivata con indennizzi che difficilmente supererebbero i 60 mila euro. Smentite, intanto, le rassicurazioni informali arrivate da ambienti vicini al Partito Democratico.
Entro aprile prossimo dovrebbero essere comunicati il cronoprogramma degli espropri e le modalità di ricollocazione. Il Comitato Borgo di Coroglio ha chiesto un confronto diretto con il commissario straordinario, Gaetano Manfredi. Tra i punti più contestati c’è quello delle stime economiche: diversi residenti sostengono di aver appreso solo di recente le valutazioni effettuate da Invitalia, ritenute del tutto scollegate dal reale valore di mercato. Abitazioni affacciate sul mare, tramandate da generazioni, sarebbero state quantificate poche decine di migliaia di euro. «Ci chiedono di vendere a 50 per ricomprare a 300», è la sintesi amara che circola tra le famiglie del borgo.
Il piano di riqualificazione prevede che, a lavori conclusi, soltanto una parte degli immobili torni a destinazione residenziale. Alcuni fabbricati diventeranno spazi pubblici, altri saranno convertiti ad attività differenti. Si parla inoltre di sistemazioni temporanee in strutture alberghiere fuori città, persino in provincia di Caserta, mentre agli inquilini verrebbe riconosciuto un contributo economico limitato e per un periodo circoscritto.
Forti perplessità riguardano anche le scelte urbanistiche complessive. L’area dell’extra borgo, lungo la fascia costiera fino al ponte di Nisida, dovrebbe essere completamente demolita per lasciare spazio a strutture ricettive di fascia alta: hotel di lusso, ristoranti, bar, palestre e servizi turistici esclusivi. Una trasformazione che, secondo il Comitato, favorirebbe dinamiche speculative e rischierebbe di cancellare la memoria storica del quartiere.
Sul piano politico la vicenda è altrettanto delicata. La gestione operativa degli espropri è stata affidata ad Attilio Auricchio, ufficiale dei carabinieri ed ex capo di gabinetto dell’amministrazione guidata da Luigi de Magistris. I sopralluoghi tecnici effettuati da Invitalia negli appartamenti sono stati vissuti da molti residenti come l’anticamera dello sfratto.
A suscitare polemiche è anche il diverso trattamento riservato alle grandi aree industriali dismesse. I circa sette ettari dell’ex Cementir, di proprietà del gruppo Caltagirone, non sarebbero stati inclusi nel perimetro degli espropri. Un accordo transattivo sottoscritto dal commissario Manfredi avrebbe di fatto superato le delibere approvate durante l’amministrazione de Magistris, che attribuivano ai soggetti responsabili dell’inquinamento i costi della bonifica di Bagnoli. Le società riconducibili al gruppo Caltagirone si sarebbero inoltre aggiudicate gli appalti per le opere legate alla Coppa America e, secondo alcune indiscrezioni, potrebbero ottenere ulteriori diritti edificatori nell’area.
Il meccanismo ipotizzato consentirebbe agli ex proprietari di riacquistare gli immobili solo sostenendo i costi della rigenerazione, trasformando così il diritto al rientro in una possibilità riservata a pochi. Tra i residenti si fa strada il timore di un grande “patto del mattone”: da una parte la cancellazione di un borgo storico e l’espulsione dei suoi abitanti, dall’altra una vasta operazione immobiliare orientata al turismo di lusso e ai grandi eventi internazionali.
La mobilitazione è destinata a intensificarsi, anche durante l’America’s Cup. «Se il mondo deve guardare a Bagnoli, allora deve vedere anche cosa succede a chi qui ci vive», avvertono dal borgo.
Ciro Crescentini

