Proseguono i controlli ARPAC sulla qualità dell’aria dopo il rogo nell’area industriale. I primi dati mostrano una diminuzione degli inquinanti, ma restano gli accertamenti su suoli e colture
Il rogo che da giorni tiene con il fiato sospeso le comunità della Valle Caudina e dei territori circostanti continua a essere seguito con la massima attenzione. A quattro giorni dall’incendio divampato nell’area industriale di Airola, la macchina istituzionale non si ferma e la Regione Campania rafforza la propria presenza sul posto.
Il presidente Roberto Fico e l’assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro hanno effettuato un sopralluogo nell’area colpita dall’incendio, incontrando gli operatori impegnati nelle attività di emergenza e facendo il punto sulle verifiche ambientali in corso.
Una visita che arriva mentre l’attenzione resta concentrata soprattutto sui risultati dei campionamenti. L’ARPAC ha infatti intensificato il controllo della qualità dell’aria attraverso una rete di monitoraggio che comprende rilevazioni aggiuntive e un laboratorio mobile collocato nei pressi della zona interessata dal rogo.
Nel mirino degli esperti ci sono in particolare diossine, furani e PCB diossina-simili, sostanze per le quali sono stati predisposti specifici campionamenti. I primi dati disponibili indicano una progressiva diminuzione dei livelli degli inquinanti atmosferici. Un elemento considerato positivo, ma che non viene ritenuto sufficiente per chiudere la fase di controllo.
Restano infatti da completare gli approfondimenti sui terreni e sulle coltivazioni, mentre per quanto riguarda le acque, sulla base delle verifiche finora effettuate, non sono emerse criticità.
«La nostra presenza ad Airola non è un atto formale, ma un segnale concreto di vicinanza e di attenzione verso la comunità – dichiara il presidente Roberto Fico – La Regione è presente e continuerà a esserlo, insieme a tutte le istituzioni coinvolte. Stiamo seguendo l’evoluzione della situazione sulla base dei dati e con la massima trasparenza».
La linea della Regione, dunque, è quella della prudenza. I primi segnali provenienti dai monitoraggi vengono considerati incoraggianti, ma l’emergenza non viene ancora archiviata.
«Fin dalle prime ore abbiamo seguito l’emergenza in costante raccordo con le autorità e con le strutture tecniche – sottolinea l’assessora Claudia Pecoraro – I dati disponibili mostrano segnali incoraggianti, ma è necessario continuare a monitorare. L’obiettivo è assicurare ogni azione necessaria a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio».
Le raccomandazioni ai cittadini
Intanto restano operative le misure precauzionali adottate dai sindaci delle zone interessate. In presenza di fumo o di odori riconducibili alla combustione viene raccomandato di tenere chiuse porte, finestre e altre aperture verso l’esterno e di limitare, quando possibile, l’utilizzo di sistemi che introducano direttamente aria dall’esterno.
Per le attività all’aperto viene indicato di ridurre al minimo la permanenza nelle aree interessate dai fumi e, in caso di necessità, utilizzare mascherine FFP2 o FFP3.
Particolare attenzione è rivolta ai bambini, agli anziani e alle persone più fragili. Le indicazioni riguardano inoltre gli animali domestici e da allevamento, i mangimi e i foraggi esposti, oltre agli alimenti e alle merci lasciati all’esterno.
Viene inoltre raccomandato di non utilizzare per scopi alimentari l’acqua proveniente da pozzi non protetti e di evitare l’impiego di acque non protette per l’irrigazione.
Il coordinamento tra tre province
L’incendio ha imposto un coordinamento che coinvolge più territori. La riunione convocata presso la Prefettura di Benevento ha riunito rappresentanti delle Prefetture di Benevento, Avellino e Caserta, dei Comuni interessati, dell’ARPAC, delle ASL e delle strutture regionali.
Al tavolo hanno partecipato anche l’assessora alla Protezione civile Fiorella Zabatta e l’assessora all’Agricoltura Teresa Serluca, insieme all’assessora Pecoraro.
L’obiettivo è mantenere un monitoraggio comune dell’emergenza e garantire che eventuali nuove misure vengano assunte sulla base dell’evoluzione delle analisi.
«Abbiamo chiesto questo momento di coordinamento perché, di fronte a un evento che interessa più territori, è fondamentale avere un quadro condiviso e assicurare la massima tutela della popolazione in maniera sinergica», ha sottolineato l’assessora Fiorella Zabatta, evidenziando la necessità di mantenere alta l’attenzione anche alla luce dei controlli ancora in corso.
La Protezione civile regionale continua intanto a supportare le operazioni sul campo, insieme ai Vigili del Fuoco, agli operatori della SMA Campania e ai volontari. Le attività di spegnimento sono proseguite anche con l’impiego di mezzi specialistici e di un elicottero antincendio regionale.
L’appello della Chiesa: «Fate presto»
Sulla vicenda è intervenuto anche monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana. Il presule ha espresso forte preoccupazione per le conseguenze dell’incendio sui territori e ha chiesto alle istituzioni di accelerare gli interventi, richiamando anche la necessità di una maggiore attenzione alla prevenzione dei rischi ambientali.
«Fate presto, evitate ritardi e intervenite con azioni efficaci», è l’appello rivolto alle istituzioni da monsignor Di Donna, che ha ringraziato Vigili del Fuoco e Protezione civile per l’impegno profuso nell’emergenza.
Il vescovo ha inoltre ricordato come l’incendio abbia avuto ripercussioni anche sulle attività programmate dalla diocesi, tra cui il pellegrinaggio e la celebrazione per il Tempo del Creato previsti a San Felice a Cancello.
Monitoraggio ancora aperto
Il quadro, al momento, presenta dunque alcuni segnali positivi, soprattutto sul fronte della qualità dell’aria, ma non consente ancora di considerare conclusa la vicenda.
I prossimi risultati delle analisi saranno decisivi per comprendere l’eventuale impatto del rogo sui suoli e sulle colture e per stabilire se sarà necessario modificare o revocare le misure precauzionali attualmente in vigore.
La Regione Campania ha assicurato che continuerà a seguire direttamente l’evoluzione dell’emergenza, mantenendo il collegamento con Prefetture, Comuni, strutture sanitarie e organismi ambientali.
Ad Airola, dunque, l’emergenza non è ancora finita. Ora la priorità è trasformare i primi segnali di miglioramento in certezze, attraverso analisi complete, controlli continui e informazioni puntuali alle comunità che da giorni attendono risposte sul futuro del proprio territorio.
Alessandro Manna
