Federconsumatori denuncia aumenti superiori al 30% già nei prossimi mesi. Coinvolti 131 comuni tra Avellino e Benevento
La crisi idrica continua a pesare sulle comunità dell’Irpinia e del Sannio, dove l’acqua resta un’emergenza quotidiana più che un servizio garantito. Dopo i disagi registrati appena ieri, quando una rottura della condotta a San Potito Ultra ha lasciato senz’acqua sedici comuni della provincia di Avellino, oggi a preoccupare i cittadini non sono solo i rubinetti a secco, ma anche le prospettive economiche legate alle prossime bollette.
A lanciare l’allarme è Federconsumatori, che ha diffuso dati destinati a incidere pesantemente sui bilanci familiari degli utenti serviti da Alto Calore Spa. Secondo l’associazione, gli aumenti tariffari scatteranno già nei prossimi mesi con rincari che supereranno il 30 per cento, per poi crescere progressivamente fino a raggiungere un +46 per cento entro il 2027.
Il provvedimento coinvolge complessivamente 131 comuni tra le province di Avellino e Benevento ed è stato approvato dall’Ente Idrico Campano, su proposta del distretto irpino, l’organismo che riunisce i rappresentanti degli enti locali serviti dal gestore.
Secondo Federconsumatori, però, l’incremento dei costi non porterà benefici concreti in termini di qualità del servizio o di ammodernamento della rete idrica, già segnata da continue perdite e guasti. Le risorse aggiuntive, sempre secondo l’associazione, servirebbero principalmente a coprire debiti e spese di gestione accumulati nel tempo da Alto Calore Spa.
Di fronte a uno scenario che viene definito “allarmante”, Federconsumatori ha annunciato l’avvio di iniziative a tutela degli utenti, con l’obiettivo di difendere i cittadini da rincari considerati ingiustificati e da un servizio che, nonostante i sacrifici economici richiesti, continua a mostrare forti criticità.
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