Díaz-Canel e il ministro degli Esteri Rodríguez Parrilla difendono il diritto dell’isola a scegliere il proprio modello politico e commerciale.
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha respinto con decisione l’escalation della retorica ostile proveniente dagli Stati Uniti, riaffermando che Cuba è una nazione sovrana, indipendente e pienamente padrona delle proprie decisioni. In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, il capo dello Stato ha sostenuto che l’isola non rappresenta una minaccia per nessun paese, ma è invece vittima di aggressioni politiche ed economiche da oltre sei decenni.
Secondo Miguel Díaz-Canel Bermúdez, “Cuba è una nazione libera, indipendente e sovrana. Nessuno decide cosa fare. Cuba non attacca: viene attaccata dagli Stati Uniti”. Il presidente ha sottolineato che Washington mantiene da 66 anni una politica di pressione permanente, non basata su minacce esplicite, ma su una preparazione costante contro l’isola. In questo quadro, ha ribadito che il popolo cubano è pronto a difendere la Patria “fino all’ultima goccia di sangue”.
Il capo dello Stato ha inoltre accusato gli Stati Uniti di non avere alcuna autorità morale per giudicare Cuba. “Non hanno moralità per puntare il dito contro di noi. Trasformano tutto in affari, persino le vite umane”, ha affermato, denunciando quella che ha definito un’isteria politica alimentata dalla rabbia verso la decisione sovrana del popolo cubano di scegliere un proprio modello politico.
Riguardo alla difficile situazione economica del paese, Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha respinto le accuse che attribuiscono tali difficoltà alla Rivoluzione. “Coloro che ci incolpano dovrebbero tacere per vergogna”, ha dichiarato, sottolineando che le carenze attuali sono il risultato diretto delle “misure draconiane di asfissia estrema” imposte dagli Stati Uniti fin dagli anni Sessanta e progressivamente inasprite.
Alle dichiarazioni presidenziali si sono aggiunte quelle del ministro degli Affari Esteri, Bruno Rodríguez Parrilla, che ha difeso la trasparenza e la legittimità delle relazioni internazionali di Cuba, criticando apertamente le pratiche coercitive adottate dall’amministrazione statunitense, incluse forme di pressione e minaccia militare.
Il capo della diplomazia cubana ha chiarito che l’isola non riceve né ha mai ricevuto compensi finanziari o materiali per servizi di sicurezza forniti ad altri paesi. “A differenza degli Stati Uniti, Cuba non pratica il mercenarismo, il ricatto o la coercizione militare contro altri Stati”, ha affermato.
Bruno Rodríguez Parrilla ha inoltre rivendicato il diritto sovrano di Cuba a importare carburante dai mercati disposti a fornirlo e a sviluppare liberamente le proprie relazioni commerciali. “Esercitiamo questo diritto senza interferenze o subordinazioni unilaterali coercitive degli Stati Uniti”, ha precisato.
Nel suo intervento, il ministro ha infine accusato Washington di comportarsi come “un egemone criminale e incontrollato che minaccia la pace e la sicurezza non solo di Cuba e dell’emisfero, ma del mondo intero”. Secondo Rodríguez Parrilla, diritto internazionale e giustizia sono chiaramente dalla parte della nazione cubana.
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