Romeo: pretesto per riarmare. Salvini: evitare morti, serve una soluzione diplomatica
Mentre cresce la tensione internazionale sul conflitto russo-ucraino, dal centrodestra emergono voci che puntano con decisione sulla via diplomatica. A parlare sono due esponenti di primo piano della Lega: il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo e il vicepremier Matteo Salvini, che sottolineano come un’escalation militare e il riarmo europeo rischino solo di aggravare la crisi, invece di risolverla.
Romeo, in un’intervista rilasciata a La Repubblica, esprime scetticismo rispetto alla narrativa secondo cui la Russia sarebbe pronta a invadere l’Europa. “Dire che la Russia abbia intenzione di invadere l’Europa – ha spiegato – può sembrare un pretesto per spingere i Paesi europei verso un riarmo massiccio. Le spese militari dovrebbero servire a difendere i confini, non a inseguire logiche belliche”. Il senatore ribadisce l’importanza di non abbassare la guardia su quanto accade in Ucraina, ma invita a non abbandonare la strada del dialogo: “Sostenere Kiev non significa rifiutare la diplomazia. Anzi, è solo attraverso una soluzione negoziale che si potrà evitare un ulteriore bagno di sangue”.
Una posizione chiara, quella del senatore leghista, che si distingue nettamente rispetto a quella di alcuni esponenti del centrosinistra, che sembrano insistere su una risposta esclusivamente militare. “Se non si trova una soluzione pacifica – avverte Romeo – le conseguenze potrebbero essere drammatiche, anche in termini di instabilità sociale interna”.
Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini, finito al centro di alcune polemiche per un semplice saluto all’ambasciatore russo Alexei Paramonov durante un ricevimento ufficiale all’ambasciata cinese. “Ero ospite come tanti altri ministri, parlamentari del Pd e di Fratelli d’Italia – ha spiegato Salvini a Telelombardia – Se qualcuno ti saluta, è normale rispondere. Preferisco una stretta di mano a uno sguardo rabbioso”.
Un gesto di cortesia diplomatica, trasformato in caso politico da una parte del Partito Democratico. La senatrice Sandra Zampa, su X, ha parlato di un atteggiamento “sconcertante”, arrivando a invocare una presa di distanza formale da parte del governo. Ma le accuse sembrano più ideologiche che sostanziali.
Salvini ha chiarito ulteriormente: “Non è nel mio interesse – e credo nemmeno in quello degli italiani – mandare militari al fronte. Parlare solo di guerra non è la soluzione. Il nostro obiettivo dev’essere fermare il conflitto, non alimentarlo”.
La posizione della Lega appare dunque improntata al realismo: evitare una nuova corsa al riarmo, sostenere il dialogo e lavorare per una tregua che scongiuri un’escalation incontrollabile. Una linea che, a fronte delle dichiarazioni belliciste di alcuni esponenti dem, si presenta come la più equilibrata, concreta e in sintonia con le aspettative di gran parte degli italiani.
Red

