Tweet sessisti, staffista di Di Maio smentisce: “Era satira radio, l’Espresso lo omette”

L’attacco ad Enrico Esposito, vice capo dell’ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo Economico, per i cinguettii a sfondo discriminatorio. Lui precisa: “In quel periodo avevo creato un personaggio radiofonico, che impersonava il mio alter ego razzista, omofobo, sessista e addirittura antimeridionale. Utilizzavano Twitter per promuovere il programma ma i giornalisti si sono ben guardati dal riportarlo, lanciando una campagna diffamatoria”

L’Espresso li aveva bollati come “i tweet della vergogna” dell”‘amico di Luigi Di Maio piazzato nel suo staff al ministero”. E oggi arriva la smentita di Enrico Esposito, avvocato napoletano e vice capo dell’ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo Economico: “Nel periodo di quei tweet avevo creato un personaggio radiofonico, che impersonava il mio alter ego razzista, omofobo, sessista e addirittura antimeridionale”. I cinguettii pubblicati dall’Espresso erano di questo tenore: “Vladimir Luxuria? ‘Dovrebbe stare in galera’. Micaela Biancofiore? ‘Una mignotta in quota rosa’. E con un post su Facebook, Esposito fornisce la sua versione sulla vicenda, lasciandosi andare ad uno sfogo. “Oggi ho provato sulla mia pelle cosa significa finire nel vortice della macchina del fango e pagarne il prezzo delle conseguenze – si legge nel post -Chi mi conosce sa benissimo che nella mia vita ho sempre avuto la passione per la satira e per il black humor. Infatti, proprio nel periodo di quei tweet riportati dall’Espresso avevo creato un personaggio radiofonico, chiamato “Gianni il Riccone”, che impersonava il mio alter ego razzista, omofobo, sessista e addirittura antimeridionale (proprio io, che sono napoletano!). All’epoca, utilizzavamo twitter per promuovere il nostro programma radiofonico satirico, ma i giornalisti dell’Espresso si sono ben guardati dal riportare le foto di “Gianni Il Riccone”, che pure erano visibili in bacheca, e hanno subito lanciato una campagna diffamatoria nei miei confronti, decontestualizzando quelle frasi”.
“La cosa che più mi ha fatto male è che quelle frasi siano state utilizzate contro di me per farmi sembrare un razzista, un sessista, un omofobo – afferma Esposito-Proprio io, che ai tempi delle lotte studentesche al liceo e all’università, mi sono sempre impegnato in prima persona, portando avanti battaglie sui diritti civili. Anni di manifestazioni, sit in, convegni e raccolte firme: tutto cancellato da 4 battute di cattivo gusto che non rappresentano affatto, e addirittura sono l’opposto, di quello che è il mio pensiero su queste tematiche”.

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