Trivelle, il Pd renziano come il Psi craxiano: “Disertare il referendum”

I vicesegretari Guerini e Serracchiani: “Voto inutile, migliaia di italiani perderebbero il posto di lavoro”

Il 17 aprile astensione. Questa è la linea che sta emergendo nella maggioranza del Pd per il referendum sulle trivelle. Come il Craxi del ’91 che invitava a disertare le urne e andare al mare (ma era giugno) per sabotare la consultazione sul voto di preferenza unico. Una scelta che verrà ratificata a giorni, nonostante le proteste della minoranza. “Questo referendum è inutile. Non riguarda  – afferma una nota congiunta dei vicesegretari del Pd Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani – le energie rinnovabili, non blocca le trivelle (che in Italia sono già bloccate entro le 12 miglia, normativa più dura di tutta Europa), non tocca il nostro patrimonio culturale e ambientale. Come hanno spiegato i promotori (alcune Regioni) si tratta solo di dare un segnale politico. Perché nel merito il quesito riguarda la durata delle concessioni delle trivelle già in essere. Nient’altro”. A dirlo in una nota congiunta sono i vicesegretari del Pd Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani. “Ci sono alcune piattaforme che estraggono gas. Ci sono già. Vi lavorano migliaia di italiani. Finché c’è gas, ovviamente è giusto estrarre gas. Sarebbe autolesionista bloccarle dopo avere costruito gli impianti – aggiungono i due vicesegretari – Licenziare migliaia di italiani e rinunciare a un po’ di energia disponibile, Made in Italy. Col risultato che dovremmo acquistare energia nei Paesi arabi o in Russia, a un prezzo maggiore”. “Il referendum voluto dalle Regioni costerà 300 milioni agli italiani. La legge prevede che non possa essere accorpato ad altre elezioni. Pensiamo che, nello specifico, i soldi per questo referendum potevano andare ad asili nido, a scuole, alla sicurezza, all’ambiente – continuano i due esponenti Pd – E di questo parleremo durante la direzione di lunedì, ratificando la decisione presa come vicesegretari”. “Se il referendum passerà l’Italia dovrà licenziare migliaia di persone e comprare all’estero più gas e più petrolio. Ecco perché la segreteria pensa che questo referendum sia inutile. Chi vuole dare un segnale politico, fa politica: non spende 300 milioni del contribuente – aggiungono Guerini e Serracchiani – Ma non raccontiamo che è un referendum contro le nuove trivellazioni, non raccontiamo che è un referendum che salva il nostro mare (anche perché a quel punto le aziende non smonteranno le trivelle che resteranno per sempre nel mare, anche se non operative). Non c’è nessuna nuova trivella, ma solo tante bugie. La serietà prima di tutto. Ma lunedì parleremo anche di questo e vedremo chi ha i numeri – a norma di statuto – per utilizzare il simbolo del Pd”,

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