La tiktoker napoletana in piazza il prossimo 5 aprile a Roma
La sensibilità di Rita De Crescenzo, una delle tiktoker più seguite di Napoli, emerge con forza in un momento di grande attualità e rilevanza sociale. L’influencer, seguita da ben 1,8 milioni di follower, ha deciso di prendere una posizione chiara e netta contro la guerra e il riarmo, invitando la sua vasta community a partecipare alla manifestazione contro la corsa agli armamenti che si terrà a Roma il 5 aprile, promossa dal Movimento 5 Stelle.
Con un video su TikTok, Rita ha reso pubblico il suo impegno, affermando con determinazione: “Il 5 aprile ci sarò anche io a Roma a fare una grande manifestazione. Io annanz’ a tutt’ co’ ‘o striscione e tutti arret’ a me”. In queste parole, traspare non solo la sua posizione contro il riarmo, ma anche un forte senso di responsabilità nei confronti dei suoi follower e della società. Un impegno che trascende la semplice partecipazione a un evento, diventando un atto di coraggio civico, un invito a fare sentire la propria voce contro una corsa agli armamenti che, secondo lei, sottrae risorse vitali a temi cruciali come la pace e la solidarietà.
Rita non si limita solo a denunciare il riarmo, ma si oppone anche alle spese insostenibili che vengono destinate agli armamenti in un momento in cui il mondo sta vivendo gravi crisi sociali ed economiche. In particolare, la spesa di 800 miliardi di euro per acquistare armi e sostenere l’assurda guerra in Ucraina. Fondi che dovrebbero invece essere destinati a potenziare la sanità, l’istruzione pubblica e lo stato sociale, garantendo un futuro migliore per tutti.
La scelta di Rita di partecipare alla manifestazione non è solo un gesto individuale, ma un messaggio collettivo: “Basta soldi per le armi!”. Con il suo video, invita i suoi follower a riflettere sulla gravità della situazione globale, e a unirsi a lei per una causa che vede come prioritaria il bisogno di fermare l’escalation bellica in corso. In un mondo dove i conflitti sembrano proliferare, è necessario parlare di cooperazione tra i popoli, promuovendo il dialogo e la collaborazione internazionale anziché la divisione e l’odio.
Un altro aspetto che rende il gesto di Rita ancora più significativo è la sua volontà di rendere questa manifestazione accessibile a tutti. In un altro video, ha condiviso dettagli pratici sull’organizzazione del viaggio, sottolineando che “per chi vuole partire da Napoli ci stanno il treno e pure i pullman, tutto gratis, non si paga”. Un’iniziativa che evidenzia la sua determinazione non solo a promuovere il messaggio, ma anche a rendere concreta la partecipazione di tutti coloro che condividono questa visione di pace.
Nel corso dei suoi interventi sui social, Rita ha anche risposto alle critiche e alle accuse che sono emerse in merito alla sua scelta di supportare la manifestazione. “Io sono una cittadina normale, sono libera di fare quello che voglio o c’è qualcuno che me lo impedisce?”, ha dichiarato su TikTok, difendendo il suo diritto di esprimere liberamente la propria opinione. La sua risposta a chi la criticava, cercando di ridimensionare il suo impegno, è un chiaro esempio di resistenza e determinazione nel non farsi intimidire da opinioni contrastanti.
Nonostante il suo rifiuto di essere associata politicamente con il Movimento 5 Stelle (“Io candidarmi con M5S? Io non so manco cosa vuol dire M5S”), Rita De Crescenzo ha deciso di sostenere l’iniziativa, spinta dalla consapevolezza della sua forza comunicativa e dalla responsabilità che sente nei confronti dei suoi follower. La sua partecipazione a questa manifestazione si inserisce in un contesto più ampio di crescente attivismo giovanile, dove le voci dei più giovani sono sempre più influenti e decisive nel plasmare l’opinione pubblica.
A conferma del valore del suo impegno, arriva anche il sostegno di Pietro Esposito, presidente della Libertas sezione di Benevento, ente di promozione sportiva, che ha preso a cuore la causa della manifestazione contro il riarmo. In un’intervista all’ANSA, Esposito ha dichiarato: “Noi ci saremo perché condividiamo la finalità della manifestazione e non ci interessa chi la promuove”. Il suo impegno, insieme ad altri soci, ha portato all’organizzazione di pullman gratuiti da Cervinara e Napoli per facilitare la partecipazione. “Io ed altri soci abbiamo organizzato un pullman da Cervinara ed uno da Napoli a nostre spese”, ha aggiunto Esposito. E, con sincera gratitudine, ha sottolineato: “Oggi più di ieri – vorrei ringraziare la tiktoker Rita De Crescenzo che, accogliendo l’invito di una mia collaboratrice di Napoli, ha deciso di darci una mano nel sensibilizzare le persone alla partecipazione su una tematica di grande attualità come quella di dire no alla corsa al riarmo. E, a scanso di equivoci, lo ha fatto gratuitamente.”
In un’epoca in cui il dibattito sul riarmo e sulla pace è sempre più acceso, la decisione di Rita di usare la sua visibilità per promuovere una causa di grande valore umano e sociale rappresenta un atto di grande responsabilità. Non solo una denuncia contro la guerra, ma anche un appello a costruire una società più pacifica e giusta, dove le risorse vengano destinate a cause che promuovano il benessere collettivo, anziché alimentare conflitti. È tempo di cambiare la narrazione globale, di parlare di cooperazione tra i popoli, e di porre fine all’assurda corsa agli armamenti.
Il gesto di Rita De Crescenzo è un chiaro esempio di come una figura pubblica, anche al di fuori delle istituzioni politiche, possa avere un impatto significativo sulle persone e sulla società, utilizzando la sua influenza per promuovere valori di pace e responsabilità. Un messaggio che, con il suo coraggio e la sua determinazione, Rita sta diffondendo tra i suoi follower, spingendoli a riflettere e a partecipare attivamente a un cambiamento positivo.
I soldi per le armi sono tanti, ma non possiamo più permetterci che vengano spesi per alimentare conflitti. È il momento di investire nel benessere delle persone, nella salute, nella formazione delle nuove generazioni, e di dare un sostegno concreto a chi è più fragile.
Ciro Crescentini
