Il presidente russo ribadisce il rifiuto dell’espansione verso est e avverte sull’Ucraina e il Donbass
Durante un’intervista concessa a un importante media indiano e ripresa da India Today, Vladimir Putin è tornato ad accusare in modo frontale la Nato, descritta come un’organizzazione che “compromette la sicurezza russa” e che agirebbe “come un’alleanza militare apertamente ostile a Mosca”. Il presidente russo, in visita ufficiale a New Delhi, ha collegato tali affermazioni al tema, da lui ritenuto centrale, dell’espansione dell’Alleanza Atlantica verso est.
Putin ha ricordato che negli anni ’90 furono formulate promesse pubbliche secondo cui la Nato non si sarebbe estesa nell’ex area sovietica. “Non chiediamo nulla di straordinario, ma soltanto che vengano rispettati impegni già dichiarati allora”, ha affermato, aggiungendo che “quelle promesse non sono state inventate ieri” e che “l’allargamento verso est era stato escluso pubblicamente”. Da lì, secondo il Cremlino, sarebbero seguite successive ondate di ampliamento culminate con gli sforzi per includere l’Ucraina.
L’Ucraina, il Donbass e la linea rossa di Mosca
Sul fronte del conflitto, Putin ha riaffermato la posizione russa: “O le truppe ucraine si ritirano da questi territori, oppure li libereremo con la forza”. Riferendosi al Donbass e alle regioni annesse, ha parlato di un accordo tutt’altro che semplice, tornando a descrivere l’espansione orientale dell’Alleanza come “una minaccia per noi”.
Ha inoltre richiamato l’articolo 5 del Trattato di Washington, ricordando che “un attacco armato a un membro della Nato è considerato un attacco a tutti”, un elemento che, a suo dire, rende “l’avvicinamento dell’Ucraina all’Alleanza una seria minaccia per la Russia”. “Nessuno prende sul serio le nostre preoccupazioni in materia di sicurezza”, ha aggiunto.
L’intesa con l’India e il ruolo di Modi
Nel corso della sua visita, Putin ha dedicato particolare attenzione ai rapporti energetici con l’India, elogiando il primo ministro Narendra Modi per la sua autonomia nelle scelte economiche. “Modi non cede alle pressioni per non comprare il nostro petrolio”, ha commentato, definendo la cooperazione bilaterale sempre più strategica.
Colloqui con Witkoff, Kushner e discussioni sul piano americano
Il presidente russo ha definito “molto utile” il suo colloquio con Steve Witkoff e Jared Kushner, pur ammettendo che “ci sono questioni su cui non è stato raggiunto un consenso”. Tra queste, lo status dei territori e le garanzie di sicurezza richieste da Kiev, che Mosca sarebbe disposta a considerare solo in una formulazione vaga e con il veto sull’ingresso dell’Ucraina nella Nato.
Secondo Putin, Washington avrebbe suggerito di suddividere il piano americano – composto da 28 punti – in quattro pacchetti negoziali. “Ogni punto andrebbe discusso in dettaglio”, ha puntualizzato, riconoscendo però la “sincerità” dell’ex presidente Donald Trump nel tentativo di trovare una soluzione politica. Ha anche ricordato che la prima bozza del piano statunitense, a suo dire, era “più favorevole alla Russia”.
Alma

