Il Garante campano denuncia il silenzio sulla vicenda di Paolo Piccolo: “Dove sono le strutture sanitarie?”
Il Garante campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, lancia un forte appello alle autorità sanitarie regionali e alla politica per trovare una soluzione urgente al caso di Paolo Piccolo, il 25enne detenuto vittima di un violento pestaggio avvenuto nel carcere di Bellizzi Irpino nella notte tra il 21 e il 22 ottobre 2024.
Da quel tragico episodio, Piccolo versa in stato vegetativo permanente ed è attualmente ricoverato all’ospedale “Moscati” di Avellino. Nonostante le cure ricevute, ad oggi nessuna struttura riabilitativa – né in Campania né fuori regione – ha accettato di accoglierlo per un percorso di riabilitazione neuromotoria ad alta intensità.

“La situazione è inaccettabile – dichiara Ciambriello – I ritardi burocratici stanno negando a Paolo Piccolo il diritto alla cura e alla speranza. Serve un intervento immediato da parte delle strutture sanitarie e delle istituzioni politiche per garantire un trasferimento in una struttura idonea. È necessario superare ogni ostacolo amministrativo. Paolo ha diritto alla vita e alla dignità”.
Il garante ha inoltre espresso gratitudine al personale sanitario del “Moscati” per l’assistenza prestata finora, ma ha sollecitato la direzione dell’ospedale a individuare al più presto, in raccordo con le autorità competenti, una soluzione riabilitativa adeguata sul territorio campano.
Intanto, sul fronte giudiziario, il processo per il brutale pestaggio – che vede coinvolti decine di imputati con accuse gravi, tra cui tentato omicidio aggravato dalla crudeltà, sequestro di persona e resistenza a pubblico ufficiale – riprenderà il prossimo 12 settembre presso il tribunale di Avellino. Alcuni imputati hanno già ricevuto condanne in rito abbreviato.
“Non possiamo permettere che, oltre alla giustizia penale, si neghi a Paolo anche quella umana e sanitaria”, conclude Ciambriello.
Red
