Passeggiate e jogging, nuovo ok del Viminale. Un furente De Luca “disobbedisce”

Divieti anti epidemia, circolare del ministero apre alle uscite, anche genitori-bambini, e sembra proibire l’attività sportiva all’aperto. Ma una successiva precisazione ribadisce: sì alla corsa. Il governatore campano: “Messaggio gravissimo, da noi restano vietate, abbiamo la competenza sanitaria”

Divieti anti coronavirus, è caos totale sull’asse Roma-Campania. E De Luca proclama una “secessione” dalle leggi dello Stato, paventando il prossimo picco di contagi nella regione. Dopo l’ultimo decreto legge – un tentativo di arginare l’anarchia di disposizioni locali, sfornate da sindaci e governatori “sceriffi – è arrivata la circolare del ministero dell’interno (in allegato), firmata dal capo di gabinetto Matteo Piantedosi. Una direttiva ai prefetti, per chiarire le gerarchie normative, in materia di di spostamenti delle persone fisiche. Un passo necessario, per risolvere dubbi, tra chi deve applicare le leggi, in un frangente delicatissimo. Piantedosi ribadisce l’ovvio divieto di “ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico”. Come pure le restrizioni agli spostamenti “sia intercomunali che infracomunali”, e le prescrizioni “che vanno dal rispetto della distanza interpersonale di un metro fino alle limitazioni riguardanti l’attività motoria”. Proprio sull’attività motoria, però, le buone intenzioni franano tra le pieghe del linguaggio burocratico. E innescano un altro conflitto con la Regione Campania. Una prima novità, chiarita dal Viminale, è il via libera alle passeggiate genitori-bambini. Infatti, “è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione”. Detto questo, la circolare però si avvita in tortuosi distinguo, infilandosi in un pericoloso labirinto interpretativo. “Nel rammentare che resta non consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto ed – spiega il Viminale – accedere ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici, si evidenzia che l’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging), tenuto anche conto che l’attuale disposizione di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo scorso tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima, come già detto, il camminare in prossimità della propria abitazione”. Dunque pare chiaro, mettetevi l’anima in pace: proibito fare jogging (o andare in bici, o qualsiasi altra attività sportiva). Sembrerebbe una vittoria per l’ala rigorista dei divieti, capeggiata dal governatore della Campania. E invece, ancora una volta, non c’è alcuna chiarezza. Tanto che, poco dopo la circolare, un lancio dell’Ansa ribalta tutto. “Tra le attività motorie ammesse resta quella di fare jogging – scrive l’agenzia di stampa-. Lo afferma il Viminale precisando la circolare firmata da Matteo Piantedosi, capo di Gabinetto del ministro dell’Interno ed inviata oggi a tutti i prefetti per fornire ‘chiarimenti’ sul divieto di assembramenti e spostamenti”. Insomma, siamo punto e daccapo: il ministero dell’interno smentisce se stesso, con una precisazione della precisazione, in un folle gioco dell’oca. E qui entra in scena De Luca, furente come nelle più riuscite tele performance. “Considero gravissimo – schiuma il governatore – il messaggio proveniente dal Ministero dell’Interno, relativo alla possibilità di fare jogging e di passeggiare sotto casa. Si trasmette irresponsabilmente l’idea che l’epidemia è ormai alle nostre spalle. Si ignora tra l’altro, che vi sono realtà del Paese dove sta arrivando solo ora l’ondata più forte di contagio”. Per il presidente della Regione “si rischia, per una settimana di rilassamento anticipato, di provocare una impennata del contagio”. In un crescendo marziale, De Luca lancia il suo ennesimo editto autonomista: “Ribadisco che in Campania rimane in vigore l’ordinanza regionale, derivata da motivi di tutela sanitaria, la cui competenza è esclusivamente regionale”. E pertanto “si ribadisce che è assolutamente vietato uscire a passeggio o andare a fare jogging”.  A ruota la Regione Lombardia, più cauta della Campania, nell’evocare strappi istituzionali. “Non è questo il momento di abbassare la guardia – dice l’assessore al welfare Giulio Gallera-. La circolare diffusa dal ministero dell’Interno rischia di creare un effetto psicologico devastante vanificando gli sforzi e i sacrifici compiuti finora”.

Gianmaria Roberti

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