Proteste da Roma a Napoli: richieste su clima, Gaza e scuola pubblica. “Ignorata la voce degli studenti”.
Striscioni, cori e installazioni simboliche hanno caratterizzato oggi la giornata di protesta nazionale del No Meloni Day, che ha visto scendere in piazza migliaia di studenti in 35 città italiane. A Napoli il corteo, partito da piazza Garibaldi, ha esibito anche una bara con fiore e croce per denunciare la presunta “fine della scuola pubblica, laica e antifascista”. Nel mirino dei manifestanti: repressione, riarmo, guerra in Medio Oriente e politiche ambientali considerate insufficienti.
La mobilitazione ha coinvolto l’intero Paese, da Milano a Bologna, da Torino a Genova, con una partecipazione ampia anche a Roma. Nella Capitale gli studenti si sono radunati alla Piramide per poi dirigersi verso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, affiancati dai giovani di Fridays for Future. Un altro corteo promosso dai collettivi autonomi ha raggiunto prima il Ministero e poi l’Ufficio scolastico regionale.

«Il ministro Valditara non può continuare a far finta di nulla davanti a decine di migliaia di studenti», ha dichiarato Tommaso Martelli, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti. «Abbiamo portato in piazza sei proposte per cambiare radicalmente il modello scolastico. Il ministro non sta ignorando un singolo corteo, ma la voce degli studenti di questo Paese».
Intanto, all’Università La Sapienza di Roma si terrà domani mattina l’assemblea nazionale “Contro i re e le loro guerre”, organizzata da oltre un centinaio di realtà sociali, associazioni e movimenti. Tra gli interventi attesi figurano quelli di Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i territori palestinesi occupati; Luisa Morgantini, presidente di Assopace Palestina; Maria Elena Delia, portavoce del Global Movement to Gaza; e gli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago Avila e Tony la Piccirella. Previsti collegamenti anche con la COP30 sul clima, in corso a Belém, e con l’Unsilence Forum di Barcellona.

Nel primo pomeriggio, da piazzale Aldo Moro, partirà inoltre il Climate Pride, la street parade che accompagna ogni anno il Summit mondiale sul clima per richiedere giustizia sociale e ambientale.
«Questa assemblea è un momento di convergenza tra battaglie diverse, contro riarmo, genocidio, autoritarismo e per un’economia di pace», spiegano i promotori. «Vogliamo costruire un percorso di mobilitazione globale che proseguirà nelle iniziative previste tra novembre e dicembre, opponendosi al progetto di un’Europa armata, alle politiche coloniali e alla legge di bilancio del governo Meloni, che lega precarietà, patriarcato e militarizzazione della società».
Ciro Crescentini

