Napoli, Affittopoli: circolano altre voci, ipotesi commissariamento

La vicenda dei ‘fortunati’ inquilini dei  33 immobili di proprietà di una Fondazione del Comune. Tace anche Alessandra Clemente, “Lady Selfie”, assessora al patrimonio

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris non ha assunto alcuna iniziativa per diffondere i nomi degli inquilini dei 33 immobili della Fondazione  Strachan Rodinò Onlus di proprietà del comune di Napoli. Tace Alessandra Clemente, definita”lady selfie”negli ambienti comunali per il costante utilizzo del telefonino per autofotografarsi, pupilla dell’ex Pm, assessora al patrimonio comunale, assessora competente,  candidata a sindaco di Napoli fra due anni. Entrambi paladini della legalità, trasparenza e partecipazione democratica. Intanto, continuano a circolare indiscrezioni.  Alcuni immobili di pregio sarebbero stati affittati a ‘prezzi stracciati’ ad alcuni ‘privilegiati’ senza criteri: Augusto Polito,  un funzionario della Prefettura di Napoli, il quale  versa 20 mila euro annuali di canone per un appartamento di 180 metri quadri a Via Cimarosa; avvocato Serena Collarile, appartamento di 148 metri quadri a Via Santa Lucia per 16 mila euro annuali; locale commerciale a via Carbonara affittato alla società Miraglia che versa 514 euro mensili per 72 metri quadri; Dario Napolitano che ha avuto in fitto i locali di via Toledo trasformandoli in un albergo. E circolano con insistenza altre indiscrezioni: un dirigente di Napoli Servizi, un attivista vicino agli ambienti della sinistra napoletana, un “pezzo grosso” di Palazzo San Giacomo. Cala il silenzio su altri nomi. E si vocifera sia imminente l’attivazione delle procedure per il commissariamento della Fondazione. Procedure che potrebbero essere attivate da altri organismi istituzionali.

Indiscrezioni. Voci che  che circolano, si moltiplicano mentre persistono i comportamenti reticenti degli esponenti del governo cittadino, sindaco compreso. “I 33 nomi sono da tempo nei cassetti del capo di gabinetto Attilio Auricchio, eminenza grigia di Palazzo San Giacomo – spiega un funzionario comunale – Non vogliono diffondere i nomi, potrebbe scoppiare uno scandalo”. E non solo. Qualche consulente ha letto la relazione programmatica allegata al bilancio della Fondazione “Trovo che fosse fondamentale la regola sancita nella relazione programmatica allegata al Bilancio che imponeva di valutare con scrupolosa osservanza e caso per caso le “condizioni economiche familiari del conduttore”– spiega un consulente napoletano –  Ora, se riflettiamo bene, questa regola è rivolta ad evitare che gli immobili siano fittati a persone che non versino in condizioni disagiate, poiché assume come parametro (sottoposto a scrupolosa e rigorosa valutazione il reddito familiare cumulato. Si tratta di persone disagiate il cui reddito familiare, oltre un certo limite, potrebbe impedire la concessione dell’immobile perché, a parità di disagio, potrebbe risultare più meritevole altro soggetto con un reddito familiare inferiore. Ora, ciò premesso, si può dire che questa regola sia stata applicata nell’ipotesi del consigliere e imprenditore Carmine Sgambati o degli altri affittuari?” Altra questione non valorizzata che risulta dalla documentazione online è quella che riguarda i compensi percepiti dai componenti del Consiglio di Amministrazione(compresa la compagna di Sgambati beneficiaria del contratto di affitto) nonostante l’espresso divieto sancito dallo Statuto. Questo è indice di gestione “disinvolta” ed è proprio quando le gestioni pubbliche sono “disinvolte” che accadono questi fatti gravissimi.

                                                                                                                                         CCR

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