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Napoli, a fine mese D’Acunto lascia Cassa Edile e Formedil: vuoto di potere e scontro sulle nomine

Redazione by Redazione
11 Giugno 2025
in Attualità, Napoli, Notizie correlate
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Scatta il ricambio ai vertici degli enti. Il merito rischia ancora una volta di essere sacrificato agli equilibri interni.

A fine giugno, due degli enti cardine per il settore dell’edilizia a Napoli – la Cassa Edile e il Formedil, strutture bilaterali di riferimento per lavoratori e imprese – si troveranno senza guida. Il direttore uscente, Mattia D’Acunto, manager di esperienza (ex Fiat-Stellantis) stimato anche a livello nazionale, è destinato a un nuovo incarico dirigenziale ai vertici dell’Acen, l’associazione costruttori partenopea.

Ma l’uscita di scena di D’Acunto – che in questi anni ha affrontato e denunciato logiche opache, spartizioni, dinamiche familistiche tollerate da alcune sigle sindacali – rischia di aprire una nuova fase di scontri e manovre poco chiare.

Tra successioni annunciate e ritorni di scena

Per la direzione della Cassa Edile circola con insistenza il nome di Diego Vivarelli von Lobstein. Figura già nota nel sistema, con oltre vent’anni di esperienza nel settore, curriculum solido. La sua candidatura sarebbe sostenuta dall’Associazione dei costruttori, ma non sarà una nomina diretta: si procederà tramite bando pubblico, con selezione formalmente aperta.

Intanto, al Formedil Napoli si registra aria di burrasca. La Feneal UIL spingerebbe per la nomina a direttore di Giovanni Solimene, attuale dirigente dell’ente gemello di Avellino. Una proposta che trova però l’opposizione dell’Acen e della Fillea CGIL, mentre la Filca CISL tace. Al centro dello scontro: ancora una volta, il merito contro l’appartenenza.

Trasparenza, etica, o solo facciata?

Sul tavolo, le richieste di costruttori e CGIL: avvisi pubblici, selezioni con commissioni terze e indipendenti, verifica dei curricula. Il rischio, altrimenti, è che la rotazione dei ruoli diventi solo un rimpasto tra varie casacche e parenti di sindacalisti, con nuove etichette per vecchie abitudini.

In ballo non c’è solo la tenuta degli enti, ma la credibilità dell’intero sistema bilaterale. Un esempio recente: alla Cassa Edile di Napoli è in corso un’inchiesta interna voluta dal presidente Rodolfo Girardi, gestita e coordinata proprio da D’Acunto, dopo la scoperta di una truffa per migliaia di euro basata su documentazioni false per la concessione di prestazioni assistenziali. L’indagine – scaturita da una segnalazione raccolta da un dirigente CGIL – ha messo in luce falle gravi nei controlli e soprattutto il ruolo di faccendieri assunto da alcuni operatori sindacali.

La privacy calpestata e il ritorno dei “padroni di casa”

Nel frattempo, il clima al Formedil Napoli si fa rovente. Un noto dirigente sindacale sarebbe finito nel mirino e potrebbe essere denunciato per un gesto clamoroso e gravemente inopportuno: durante una riunione avrebbe sventolato pubblicamente la busta paga di un dipendente. Un atto che configura una chiara violazione della privacy e che dovrebbe essere stigmatizzato con fermezza, anziché liquidato con superficialità come un semplice “colpo di teatro”. Non sarebbe la prima uscita discutibile da parte dello stesso dirigente, già coinvolto in situazioni di potenziale conflitto d’interesse legate alla presenza di familiari negli organici dell’ente. Il dipendente oggetto dell’attacco, peraltro, è un tecnico e formatore di riconosciuta professionalità, stimato da imprese e lavoratori e punto di riferimento per il settore. In tutto questo, il sindacalista non ha mai assunto una posizione ufficiale, chiara e coraggiosa sulla grave truffa emersa alla Cassa Edile di Napoli, dove la sua organizzazione è presente negli organismi di gestione. Al contrario, appare molto più impegnato a sponsorizzare promozioni di parenti assunti nei due enti bilaterali. La solita logica da doppia morale che continua ad alimentare sfiducia e ambiguità nel mondo del lavoro. Inoltre emerge un tentativo di delegittimazione nei confronti del personale interno impegnato in attività di tutoraggio e docenza. Un’operazione che sembra finalizzata a spianare la strada a future esternalizzazioni, con l’intento di affidare parte delle attività didattiche a società di servizi esterne

Parentopoli e codici etici: ora basta

La parola d’ordine – rilanciata dai vertici nazionali di Ance, Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL – è una sola: “stop al familismo”. E questa volta sembra esserci qualcosa di più della retorica. I protocolli e i codici etici nazionali firmati dalle parti sociali prevedono un divieto scritto: nessuna assunzione di parenti fino al terzo grado negli enti e nelle associazioni bilaterali. Niente figli, cugini, mogli, fratelli o cognati inseriti nelle posizioni chiave “per fiducia”.Una svolta invocata da tempo, ma che ora rischia di restare sulla carta se le selezioni non saranno realmente aperte, trasparenti e indipendenti. Come ammette, in forma anonima, un dirigente sindacale nazionale: “non si può diventare direttore solo perché si è figli o cugini di un segretario regionale. Serve competenza. Punto”

La vera sfida: passare dalle parole ai fatti

Tra pressioni politiche, silenzi imbarazzanti e strategie di conservazione del potere, la transizione ai nuovi vertici rischia di diventare un banco di prova decisivo per gli enti, per i sindacati e per il settore edilizio napoletano, che – anche alla luce delle risorse PNRR – non può più permettersi zone grigie, il tempo stringe. Gli enti non possono restare senza guida. E a Mattia D’Acunto potrebbe essere chiesto di restare ancora in carica fino a quando non sarà individuato il nuovo gruppo dirigente. Ma è chiaro che, se non ci sarà un vero cambio di passo, il “vento del rinnovamento” rischia di trasformarsi nell’ennesima brezza di facciata.

Red

Tags: Cassa Edile Napolidiego vivarelli von lobsteinfeneal uilfilca cislfillea cgilgiovanni solimenemattia d'acuntorodolfo girardi
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