Malore durante la raccolta delle angurie: indagini su condizioni di lavoro e temperature estreme
Un bracciante agricolo di 55 anni, Haddad Taher, di origine marocchina, è morto nel pomeriggio di ieri mentre lavorava nei campi del Mantovano, nel territorio di Borgocarbonara, durante la raccolta delle angurie in un’azienda agricola di Magnacavallo.
L’uomo si trovava regolarmente al lavoro sotto il sole quando, secondo le prime ricostruzioni, si è improvvisamente accasciato a terra davanti ai colleghi. La scena si è consumata in pochi istanti e ha immediatamente spinto gli altri braccianti a chiedere aiuto, facendo scattare la chiamata ai soccorsi.
Sul posto sono arrivati rapidamente i sanitari con un’ambulanza del Soccorso Azzurro e un elisoccorso decollato da Parma. I tentativi di rianimazione sono andati avanti a lungo direttamente sul luogo dell’accaduto, ma per il lavoratore non c’è stato nulla da fare: il decesso è stato constatato sul campo.
Tra le ipotesi al vaglio delle autorità figura anche quella di un malore improvviso potenzialmente collegato alle condizioni di caldo estremo che in questi giorni stanno interessando gran parte del Nord Italia. Una possibilità che si inserisce in un contesto più ampio, in cui il lavoro all’aperto si sta svolgendo in condizioni particolarmente gravose.
In questo scenario si inserisce anche il tema dell’applicazione delle misure di tutela previste dalla normativa sul lavoro durante le ondate di calore. Il quadro vigente in Italia non prevede una sospensione automatica generalizzata delle attività, ma strumenti già esistenti come le ordinanze regionali e comunali che limitano o vietano il lavoro nelle ore più calde, le disposizioni del D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e le indicazioni INAIL sul rischio da stress termico. In determinate condizioni meteorologiche, inoltre, possono essere attivati ammortizzatori sociali come la Cassa Integrazione Guadagni per interrompere temporaneamente le attività senza ricadute economiche immediate sui lavoratori.
Resta ora da chiarire se, nel caso specifico, tutte le misure di prevenzione previste siano state effettivamente adottate e rispettate. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri della stazione di Gonzaga e ai tecnici della Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ats Val Padana, che stanno esaminando sia la dinamica dell’evento sia le condizioni operative in cui si svolgeva l’attività.
La tragedia si inserisce in una fase di temperature eccezionalmente elevate, che stanno mettendo a dura prova chi lavora all’aperto, riportando al centro il tema della gestione del rischio climatico nei luoghi di lavoro e dell’effettiva applicazione delle tutele previste.
Ciro Crescentini

