Quadrilocali a 2500 euro e trilocali a 2000: a pochi metri dalle regate esplodono i canoni. I cittadini: “Così il quartiere rischia di svuotarsi”
A Bagnoli l’America’s Cup rischia di lasciare una pesante eredità prima ancora che inizino le regate: affitti alle stelle, case sottratte al mercato ordinario e residenti costretti a fare i conti con prezzi fuori dalla propria portata. Il problema non è l’arrivo di un grande evento internazionale. Il problema è permettere che quell’evento diventi il pretesto per una nuova stagione di speculazione immobiliare.
Gli annunci parlano chiaro. Un quadrilocale di appena 80 metri quadrati viene offerto a 2500 euro al mese, un trilocale a 2000. E non si tratta sempre di richieste nascoste dietro formule ambigue: alcuni proprietari dichiarano apertamente di voler affittare esclusivamente al personale dell’America’s Cup. In un caso, lo stesso proprietario ammette che l’abitazione era stata precedentemente proposta a una famiglia per 600 euro mensili.
È difficile chiamarlo semplicemente “prezzo di mercato” quando, nel giro di pochi mesi, il valore della stessa casa può moltiplicarsi sulla base di chi arriva in città e della capacità di spesa che gli viene attribuita. È speculazione, e come tale va affrontata.
Il rischio è che Bagnoli diventi un quartiere buono per ospitare grandi eventi, ma sempre meno accessibile a chi lo abita. Una contraddizione intollerabile, soprattutto in un territorio già alle prese con l’emergenza legata al bradisismo e al terremoto. Nelle zone di Licola, Lago Patria e Varcaturo, secondo le denunce dei comitati, abitazioni che fino a pochi mesi fa costavano 500-600 euro possono oggi arrivare a 1500-2000 euro.
A pagare, ancora una volta, sarebbero le persone più fragili: famiglie, sfollati, lavoratori e piccoli commercianti. Intanto Federalberghi segnala un crollo del 70% delle strutture della zona flegrea dopo la scossa del 31 luglio, mentre diversi esercenti non possono neppure rientrare nei propri locali per recuperare la merce.
Prima di celebrare l’evento come una straordinaria occasione di sviluppo, sarebbe dunque necessario chiedersi: sviluppo per chi? Se una manifestazione internazionale produce soprattutto case più care, espulsione dei residenti e vantaggi concentrati nelle mani di pochi proprietari, allora qualcosa non funziona.
L’America’s Cup non può diventare una giustificazione per aumentare indiscriminatamente gli affitti né un lasciapassare per trasformare Bagnoli in una vetrina temporanea a uso esclusivo di chi può permettersela. Servono controlli, regole e interventi pubblici immediati. Perché il rilancio di un territorio ha senso soltanto se migliora la vita di chi quel territorio lo abita ogni giorno. Altrimenti non è rilancio: è semplice speculazione.
Ciro Crescentini

