Preoccupazioni per i tagli al salario, la sospensione degli accordi e il clima di sfiducia
Un gruppo di lavoratori dipendenti dell’Ordine degli Avvocati di Napoli ha diffuso una lettera aperta per denunciare una situazione che definiscono “insostenibile”: tagli indiscriminati agli stipendi, sospensione degli accordi integrativi e una campagna mediatica che ha ingiustamente danneggiato la loro immagine.
“Abbiamo sempre lavorato con impegno e senso del dovere, al servizio dell’Ente e della classe forense – scrivono – ma oggi ci troviamo di fronte a misure che mettono in discussione la nostra dignità professionale e la stabilità delle nostre famiglie”.
Tra le criticità denunciate: la riduzione delle indennità di professionalità, il blocco degli accordi integrativi, il taglio di voci fondamentali della busta paga e la drastica diminuzione delle ore di straordinario, da sempre parte integrante del loro salario e fondamentali per il buon funzionamento dell’ente.
“Tutto questo – proseguono – mette a rischio non solo la nostra sicurezza economica, ma anche il futuro delle nostre famiglie”. A questo si aggiunge il danno reputazionale, dopo che alcuni articoli su testate nazionali hanno esposto ingiustamente i dipendenti a critiche, come se fossero responsabili di disfunzioni che non competono loro. “Questi fatti hanno provocato in tutti noi uno stato di angoscia e frustrazione che si riflette anche nella vita privata”, racconta una lavoratrice.
I dipendenti respingono con forza l’idea di ostacolare il cambiamento o il rilancio dell’Ente: “Abbiamo sempre lavorato con serietà, responsabilità e spirito di servizio, contribuendo al buon funzionamento dell’Ordine e alla qualità delle sue attività istituzionali”.
Nella lettera si ricorda la nota del 7 aprile 2023, condivisa e sottoscritta da numerosi consiglieri – Ilaria Imparato, Roberta Manzillo Foglia, Pasquale Altamura, Luigi Aprea, Hillary Sedu, Alfredo Sorge, Manuela Palombi, Maria Prisco, Attilio Belloni, Sergio Longhi – con cui si chiedeva trasparenza economica e disponibilità al dialogo. “Non c’è mai stata volontà di ostacolare il processo, solo la richiesta legittima di chiarezza”.
I lavoratori ricordano inoltre che il precedente accordo integrativo fu sottoscritto il 18 dicembre 2020 dal presidente pro tempore Antonio Tafuri, con il voto unanime dei seguenti consiglieri:
Giuseppe Napolitano, Elena De Rosa, Dina Cavalli, Gabriele Esposito, Alfredo Sorge, Gabriele Gava, Maria Giuseppina Chef, Immacolata Troianiello, Nathalie Mensitieri, Loredana Capocelli, Luigi Aprea, Patrizia Intonti, Eugenio Pappa Monteforte, Giovanni Carini, Antonio Valentino, Lucio Cricrì, Sabrina Sifo, Ilaria Criscuolo, Ilaria Imparato, Pasquale Altamura, Luca Zanchini, Giacomo Iacomino, Carmine Foresta, Hillary Sedu.
Il tutto alla presenza dell’organizzazione sindacale CISL di categoria, rappresentata da Luigi Emilio (segretario generale) e Massimo Imparato (dirigente provinciale).
Dodici di questi consiglieri fanno parte anche dell’attuale Consiglio dell’Ordine, e sei di loro ricoprono incarichi apicali nell’ufficio di presidenza. “Siamo pronti a firmare un nuovo accordo – concludono i lavoratori – ma chiediamo trasparenza: vogliamo conoscere con precisione gli importi stanziati e come verranno distribuiti tra i singoli dipendenti. Le risposte ricevute finora sono apparse vaghe e difficili da comprendere”.
CiCre
