Focus su prevenzione, formazione e più ispezioni congiunte.
Dopo l’ennesimo incidente mortale in un cantiere edile – un operaio è precipitato dal terzo piano di un edificio a Frattamaggiore – il Prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato una nuova riunione sulla sicurezza sul lavoro. Il vertice si è tenuto questa mattina a Palazzo di Governo.
Presenti i rappresentanti delle tre Asl napoletane (Napoli 1 Centro, Napoli 2 Nord, Napoli 3 Sud), INAIL, Ispettorato Area Metropolitana, Unione Industriali, Acen, Cassa Edile della Provincia di Napoli, Formedil e le organizzazioni sindacali. Il confronto si è concentrato su tre direttrici operative: controlli, coordinamento, digitalizzazione.
Ispezioni congiunte e coordinamento operativo
Nel mese di aprile sono state eseguite 12 ispezioni congiunte nei cantieri, coordinate dalla Prefettura e svolte da Asl, INPS, INAIL e Ispettorato. Attività che continueranno a maggio, con un ulteriore incremento previsto da giugno. L’obiettivo: rendere capillari e sistematici i controlli, eliminando sovrapposizioni e zone d’ombra.
Nel primo quadrimestre del 2025, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha effettuato 3.300 ispezioni, 1.495 delle quali nel solo settore edile. È operativo anche un Comitato provinciale per il coordinamento degli interventi tra Ispettorato e Asl, pensato per razionalizzare l’azione ispettiva sul territorio.
Nuovo strumento digitale: parte il SINOP
A breve sarà attiva la piattaforma SINOP (Sistema Informatico Notifiche Preliminari), su cui i responsabili dei lavori dovranno segnalare l’apertura di nuovi cantieri. Il sistema permetterà un intervento tempestivo e mirato da parte degli organi di vigilanza. Una digitalizzazione attesa da anni, ora finalmente in dirittura d’arrivo.
Formazione: disponibilità ma ancora pochi strumenti
È stata ribadita l’importanza della formazione sulla prevenzione degli infortuni. Unione Industriali, Formedil e Acen hanno espresso la volontà di collaborare per rafforzare l’offerta formativa rivolta a imprese e lavoratori. Ma al momento, non sono stati indicati tempi, modalità né risorse.
Denunce più accessibili, segnalazioni anonime come leva di tutela
Accanto all’azione ispettiva e formativa, si impone una riflessione sul diritto alla denuncia. L’Ispettorato deve garantire strumenti più accessibili per segnalare le irregolarità, anche in forma anonima, per proteggere i lavoratori da ritorsioni e isolamento. Senza un canale sicuro e riservato, la maggior parte degli abusi resta sommersa.
Al tempo stesso, i sindacati di categoria devono tornare ad essere presidio attivo nei territori. È loro dovere segnalare i cantieri non in regola, incalzare le imprese e le istituzioni, e sostenere i lavoratori che denunciano.
Il quadro: tra emergenza cronica e riforma assente
Nel 2024, in Campania si sono registrati 56 morti sul lavoro, 25 nella sola area metropolitana di Napoli. A livello nazionale, i decessi nei primi sei mesi dell’anno sono stati 469, con un incremento del 4,2% rispetto al 2023. Il settore delle costruzioni è tra i più colpiti: nel primo semestre 2024, gli infortuni edili sono cresciuti del 14,7% (INAIL – Il Sole 24 Ore).
Il sistema degli appalti a cascata resta uno dei nodi irrisolti. La responsabilità della sicurezza si perde lungo la catena di subappalti. Le sigle sindacali, CGIL in primis, continuano a denunciare l’assenza di una responsabilità effettiva delle imprese appaltanti. I lavoratori migranti, spesso impiegati in nero e senza tutele, sono le vittime più esposte: secondo la CGIL, uno su cinque tra i morti sul lavoro in Campania è extracomunitario.
Misure frammentarie, servono riforme strutturali
La Prefettura prova a correre ai ripari, ma il rischio è che l’intervento resti episodico. Le ispezioni, pur aumentate, non bastano a colmare il vuoto di regole adeguate e responsabilità chiare. Il nodo è politico e strutturale. Senza una riforma organica del sistema di sicurezza – e soprattutto del meccanismo degli appalti – le riunioni restano foglie di fico.
Il problema non è la mancanza di leggi, ma la loro debole applicazione. E la sicurezza non può continuare a dipendere dalla fortuna o dall’onestà di pochi. I cantieri continuano a essere luoghi di morte più che di lavoro. Serve una strategia nazionale, non solo iniziative locali.
Il tavolo prefettizio proseguirà i lavori con cadenza periodica. Ma i numeri – e le croci – dicono che il tempo è finito.
Alma
