Aviano, Sigonella, Ghedi e i porti strategici tra Napoli e Gaeta al centro della strategia
Basi aeree, installazioni militari, porti strategici e sistemi di comunicazione avanzati. È questo il mosaico delle strutture militari statunitensi presenti in Italia, tornato al centro dell’attenzione politica dopo l’escalation in Medio Oriente seguita all’azione militare congiunta di Stati Uniti e Israele contro il regime guidato dall’ayatollah Ali Khamenei in Iran.
Il timore che circola nelle ultime ore riguarda una possibile richiesta della Casa Bianca al governo italiano per l’utilizzo di alcune di queste infrastrutture a supporto di eventuali operazioni militari contro Teheran.
Sul tema sono intervenuti oggi sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sia il ministro della Difesa Guido Crosetto. Entrambi hanno chiarito che l’Italia potrebbe consentire l’uso delle basi per attività di natura logistica, mentre un eventuale impiego diretto in operazioni militari richiederebbe un passaggio e un voto del Parlamento.
Attualmente sul territorio italiano sono presenti poco meno di 13 mila militari statunitensi distribuiti nelle varie installazioni americane. A questi si aggiungono circa 21 mila uomini che operano nella United States Sixth Fleet della marina statunitense, dislocata tra Napoli e Gaeta, con una quarantina di navi e circa 175 velivoli tra caccia e aerei da trasporto.
Le principali installazioni militari
Nel complesso, l’Italia ospita otto infrastrutture militari statunitensi tra basi, aeroporti e porti, oltre a diverse strutture dedicate alle telecomunicazioni e al controllo satellitare, tra cui il discusso sistema MUOS di Niscemi, spesso al centro di polemiche per i possibili effetti delle emissioni elettromagnetiche.
Due importanti basi si trovano nel nord e nel centro del Paese. A Pisa ha sede Camp Darby, uno dei più grandi depositi logistici di armi e materiali militari statunitensi in Europa, operativo sin dagli anni Cinquanta.
A Vicenza invece si trova la Caserma Ederle, quartier generale della 173rd Airborne Brigade dell’esercito statunitense, una brigata paracadutisti impegnata in missioni in Europa, Africa e Medio Oriente. Nella stessa area è presente anche l’installazione militare di Motta di Livenza.
I porti strategici
Due sono invece i porti che svolgono funzioni di supporto alle forze statunitensi nel Mediterraneo. A Gaeta è attivo un punto di attracco e assistenza logistica per le navi della Sesta Flotta americana.
A Napoli, nella zona di Lago Patria, si trova invece il comando Allied Joint Force Command Naples, uno dei principali centri operativi della NATO in Europa. Qui è collocato anche il comando statunitense che coordina le attività della Sesta Flotta nel Mediterraneo.
Le basi aeree
Sul piano aeronautico, le principali infrastrutture americane sono due. La prima è la base di Aviano, in provincia di Pordenone, sede del 31st Fighter Wing della United States Air Force, una delle unità operative più importanti degli Stati Uniti nel continente europeo.
La seconda è la Naval Air Station Sigonella, situata vicino a Catania. Questa base è nota anche per essere stata al centro della storica crisi diplomatica tra Italia e Stati Uniti nell’ottobre 1985, durante il governo guidato da Bettino Craxi.
Il sito di Ghedi
Infine, tra le installazioni di rilievo figura la base di Ghedi, in provincia di Brescia. Attiva dal 1962, la struttura viene utilizzata per lo stoccaggio di armi e munizioni. Dal 2007 fornisce inoltre supporto operativo al 52nd Fighter Wing dell’aeronautica statunitense e alle unità italiane integrate nelle missioni della NATO.
CiCre

