La morte di Giada, il prof Saraceni: “l’università non è una gara a chi arriva prima”

 Marcia silenziosa a Monte Sant’Angelo organizzata dagli studenti della Federico II

Oggi 400 studenti della Federico II  di Napoli hanno organizzato una marcia silenziosa a Monte Sant’Angelo per omaggiare Giada, la studentessa molisana che si è suicidata lanciandosi da un tetto dell’università. Un grande di commozione e di unità degli studenti che frequentano l’ateneo napoletano. Giada gli esami non li aveva ancora finiti, ma la pressione insieme alla vergogna per aver mentito così a lungo alla famiglia le sono stati fatali. Una morte assurda, ma evitabile se solo i ragazzi capissero che lo studio non è una gara a chi arriva prima e se le famiglie comprendessero i tempi dei propri figli.

Bellissimo, commovente il post pubblicato su Facebook dal prof. Guido Saraceni, docente di Filosofia del Diritto e Informatica Giuridica all’Università degli studi di Teramo. Un post andrebbe discusso in ogni aula. Un post che invita i genitori a riflettere, ad attuare un vero e proprio gesto d’amore: lasciarli liberi di sbagliare. “Per quanto mi riguarda – scrive il prof Saraceni – la giornata delle lauree è un giorno di lavoro non meno faticoso e stressante di altri. I candidati devono essere attentamente ascoltati, interrogati e valutati. I voti devono essere discussi, spesso anche lungamente, con una commissione di colleghi che non sempre hanno le stesse idee, la stessa sensibilità culturale o lo stesso identico orientamento in tema di voti”. “Eppure – sottolinea Saraceni – la giornata delle lauree per me è anche una giornata gioiosa. Guardando il volto dei genitori, degli amici, dei parenti accorsi per sostenere e supportare il proprio candidato, partecipo volentieri della loro felicità, ne percepisco l’orgoglio e l’emozione. Mentre il candidato parla, sono tesi come corde di violino, attenti ad ogni singola parola, con gli occhi lucidi e lo sguardo fiero. Dopo, si lasciano andare ai festeggiamenti, con tanto di cori e coriandoli. La giornata delle lauree celebra la maturazione, la fatica e l’impegno dei nostri studenti. Ha il sapore della speranza nel futuro”, dice. “A queste cose ho pensato ieri – scrive ancora Saraceni – quando ho letto che una ragazza di Napoli, il giorno delle lauree, è salita sul tetto dell’Ateneo e si è lanciata nel vuoto: aveva detto a parenti ed amici che quel giorno si sarebbe laureata, ma non aveva completato il ciclo di studi”. Ma l’università, spiega, “non è una gara, non serve per dare soddisfazione alle persone che ci circondano, non è una affannosa corsa ad ostacoli verso il lavoro. Studiare significa seguire la propria intima vocazione. Il percorso di studi pone lo studente davanti a se stesso. Cerchiamo di spiegarlo bene ai nostri ragazzi. Liberiamoli una volta per tutte dall’ossessione della prestazione perfetta, della competizione infinita, della vittoria ad ogni costo. Lasciamoli liberi – afferma – di essere se stessi e di sbagliare. Questo è il più bel dono che possono ricevere. Il gesto d’amore – conclude – che può letteralmente salvarne la vita”.

Intanto,  domani il feretro di Giada tornerà a casa, a Sesto Campano. I funerali saranno celebrati giovedì alle 15 nella Chiesa di Sant’Eustachio Martire.

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