Indagati per falso in bilancio, truffa ai danni dello Stato e Iva evasa con fatture gonfiate
Venti giudiziari pesantissimi travolgono la Original Marines Spa, colosso dell’abbigliamento con oltre 600 punti vendita in Italia e all’estero. La Procura della Repubblica di Nola ha iscritto nel registro degli indagati otto persone, tra componenti del consiglio di amministrazione e membri del collegio sindacale, ipotizzando reati gravi: falso in bilancio, indebita percezione di erogazioni pubbliche, esercizio abusivo di attività finanziaria e utilizzo di fatture false nelle dichiarazioni fiscali.
VIDEO DELLA GUARDIA DI FINANZA DI NAPOLI
A ognuno degli indagati, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha notificato un’ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola ha disposto la misura cautelare dell’interdizione dall’attività d’impresa per dodici mesi.
Il sequestro: 37 milioni di euro sotto chiave
Nel provvedimento, richiesto dalla Procura e firmato dal gip, è stato disposto anche un sequestro preventivo di beni fino a concorrenza di 37,2 milioni di euro, somma che secondo gli inquirenti rappresenta il profitto illecito dei reati accertati.
Tra gli indagati anche il presidente dei commercialisti partenopei
Tra i destinatari delle misure interdittive figura un nome di rilievo nel mondo delle professioni campane: Eraldo Turi, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Napoli. Per lui, così come per gli altri indagati, il gip ha disposto il divieto per un anno di esercitare l’attività imprenditoriale e di assumere incarichi direttivi in aziende.
Il provvedimento riguarda anche:
- Antonio Di Vincenzo, attuale presidente del Cda della Original Marines Spa;
- Francesco Di Vincenzo, ex consigliere di amministrazione;
- Giovanni Di Fiandra, direttore finanziario e procuratore speciale;
- Lorenzo Pera, già presidente e poi consigliere del Cda;
- Elena Pera, consigliera di amministrazione;
- Gianfranco De Rosa, presidente del collegio sindacale;
- Claudia Ferrante, sindaco effettivo della società.
L’inchiesta: bilanci truccati e finanziamenti pubblici ottenuti illecitamente
Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, i vertici di Original Marines avrebbero messo in atto una sistematica falsificazione dei bilanci societari dal 2018 al 2021. Le manipolazioni contabili avrebbero avuto l’obiettivo di occultare gravi perdite, dovute al mancato incasso dei crediti verso i negozi affiliati in franchising, molti dei quali in difficoltà finanziaria.
Questo artificio avrebbe consentito alla società di ottenere due finanziamenti garantiti dallo Stato, tramite SACE, per un totale di 31,5 milioni di euro. Fondi che, secondo la Procura, non sarebbero mai stati concessi se i bilanci fossero stati veritieri.
Fatture false e Iva non dovuta per altri 6 milioni
L’indagine ha anche rivelato l’uso sistematico di fatture per operazioni inesistenti, emesse da imprenditori legati alla rete distributiva. Grazie a questa pratica, Original Marines avrebbe beneficiato di detrazioni Iva indebite per circa 6 milioni di euro.
Pressioni sugli affiliati e finanziamenti non autorizzati
Altro fronte delicatissimo è quello dei rapporti tra la società madre e i negozi in franchising. Secondo gli inquirenti, Original Marines avrebbe imposto obblighi di acquisto di merce agli affiliati, provocando il collasso economico di numerosi punti vendita. Per tenere a galla queste attività, la società avrebbe poi erogato finanziamenti non autorizzati, violando il Testo Unico Bancario che regolamenta l’attività finanziaria in Italia.
La Procura: “Sistema organizzato e reiterato”
Dalle carte dell’inchiesta emergerebbe un quadro strutturato e non occasionale, fatto di pratiche contabili alterate e strategie aziendali opache, finalizzate a drogare i bilanci e accedere a risorse pubbliche. Il coordinamento dell’inchiesta è affidato al procuratore di Nola, Marco Del Gaudio, che ha seguito passo dopo passo le indagini condotte dal Nucleo PEF della Finanza partenopea.
Una vicenda che scuote il sistema moda italiano e accende i riflettori sul lato oscuro delle strategie d’impresa: tra responsabilità penali, finanziamenti pubblici mal gestiti e l’ombra di una crisi costruita a tavolino.
Red
