Assassinati scienziati, uccisi alti ufficiali, colpiti civili: il regime di Tel Aviv precipita il Medio Oriente verso la guerra totale
Nel cuore della notte, Israele ha scatenato un massiccio attacco militare contro l’Iran, colpendo aree densamente popolate e causando la morte di almeno cinque persone, secondo la televisione di Stato iraniana. I feriti superano il mezzo centinaio. I raid, condotti senza preavviso, hanno centrato obiettivi civili e scientifici, provocando il caos in numerose città tra cui Teheran, dove sono stati registrati danni ingenti nel quartiere di Narmak.
Ma non si è trattato solo di un’azione militare: è stato un atto deliberato di assassinio mirato. Secondo l’agenzia Tasnim, almeno sei importanti scienziati nucleari iraniani sono stati uccisi, tra cui il noto fisico Fereydoun Abbasi, già sopravvissuto a un attentato nel 2010. Tra le vittime figurano anche alti comandi delle forze armate iraniane, incluso il Capo di Stato Maggiore Mohammad Bagheri e il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Hossein Salami.
Quello sferrato da Israele è stato un attacco su larga scala contro l’apparato scientifico, militare e strategico di un altro Stato sovrano. Non è la prima volta, ma questa è una delle più gravi. E, ancora una volta, lo Stato di Israele agisce al di fuori di qualsiasi vincolo legale, diplomatico o morale. È il comportamento tipico di uno Stato canaglia.
Un’aggressione che sfida il diritto internazionale
Teheran ha denunciato l’azione come una flagrante violazione del diritto internazionale e un atto di guerra premeditato. In un comunicato durissimo, il governo iraniano accusa Israele e, indirettamente, gli Stati Uniti: “Queste aggressioni non sarebbero mai potute avvenire senza l’approvazione di Washington. Gli USA sono complici e corresponsabili.”
La dichiarazione, rilanciata da numerosi media iraniani, chiama alla mobilitazione gli Stati regionali e i Paesi islamici, sollecitando una condanna collettiva dell’attacco e un’azione internazionale per fermare “il pericoloso avventurismo del regime sionista”.
Israele, unica potenza nucleare illegale al mondo
Lo Stato ebraico – mai firmatario del Trattato di non proliferazione nucleare – possiede un arsenale atomico stimato in circa 90 testate, secondo fonti internazionali indipendenti. Israele ha sempre negato l’accesso dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) ai propri siti nucleari, mantenendo un’opacità assoluta su programmi e capacità militari.
Eppure, Tel Aviv si erge a giudice, giuria ed esecutore della legalità nucleare altrui, bombardando l’Iran per il solo sospetto che voglia sviluppare un proprio deterrente, pur nel rispetto dei trattati. L’AIEA, oggi, accusa Teheran. Ma dov’era quando Israele violava sistematicamente ogni norma internazionale sul disarmo?
Un doppio standard insostenibile
Israele si è arrogato il diritto di decidere chi può e chi non può possedere tecnologia nucleare in Medio Oriente. E quando questo diritto viene messo in discussione, risponde con la forza bruta. Lo ha fatto in Iraq (1981), in Siria (2007), ora in Iran. Sempre nell’impunità totale, con la complicità dell’“Occidente democratico”.
Intanto, lo Stato israeliano continua a ignorare le risoluzioni ONU, le sentenze della Corte Internazionale di Giustizia e i richiami della Corte Penale Internazionale. Solo quando si tratta dei suoi avversari – Iran, Palestina, Hezbollah – pretende il rispetto di regole che esso stesso calpesta da decenni.
Il Medio Oriente sull’orlo della guerra totale
L’azione israeliana rappresenta un pericoloso passo verso l’allargamento del conflitto regionale. L’assassinio di scienziati, alti ufficiali e funzionari politici è un atto di guerra a tutti gli effetti. E rischia di scatenare una reazione a catena dagli esiti imprevedibili.
Ma è evidente che l’obiettivo non è solo l’Iran: è la supremazia assoluta in Medio Oriente, mantenuta con le bombe, con l’intimidazione e con una narrazione vittimistica che serve a giustificare ogni crimine, ogni violazione, ogni arbitrio.
Israele: una minaccia globale alla pace
Oggi più che mai, appare chiaro che lo Stato di Israele rappresenta una minaccia alla sicurezza globale. Nessun altro Paese al mondo ha combinato in sé armi nucleari illegali, suprematismo etnico, disprezzo per il diritto internazionale e impunità garantita. Nessun altro Stato gode della stessa protezione mentre destabilizza un’intera regione.
Questa non è difesa. Questo è terrorismo di Stato. Se la comunità internazionale continua a chiudere gli occhi, sarà complice della prossima guerra. E se il diritto vale solo per alcuni, allora non vale per nessuno.
Alma

